Barcellona, la rabbia continua: reclamo formale alla Uefa per il «mani» di Pubill
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La sconfitta interna contro l’Atletico Madrid, maturata in un Camp Nou che sembrava aver dimenticato le notti amare europee, non ha lasciato soltanto un passivo pesante in vista del ritorno dei quarti di finale di Champions League. Il club catalano, infatti, ha deciso di passare dalle proteste verbali a un’azione concreta, inoltrando un reclamo ufficiale all’Uefa. L’oggetto del contendere, come era prevedibile, è quell’episodio avvenuto nella ripresa che ha scatenato l’ira della panchina di Hansi Flick: il tocco di mano di Marc Pubill, il difensore dell’Atletico, a seguito di un rinvio dal fondo mal gestito dal portiere Juan Musso.
Un’azione che fa discutere e un precedente che pesa
La dinamica, per quanto surreale, è finita al centro dell’inchiesta del club blaugrana. Nel tentativo di battere un rinvio, Musso ha toccato il pallone rendendolo di fatto “in gioco”, salvo poi passarlo corto a Pubill; questi, forse fraintendendo la natura del calcio piazzato, si è abbassato bloccando il pallone con entrambe le mani, per poi rilanciarlo indietro al proprio portiere. Una situazione, quest’ultima, che per il regolamento configurava un rigore netto a favore del Barcellona, oltre a configurarsi come un’ammonizione che, essendo Pubill già stato sanzionato nel primo tempo, sarebbe dovuta diventare un’espulsione. Il club, come si legge nel comunicato diffuso dai propri canali ufficiali, ritiene che “l’arbitraggio sia stato contrario al regolamento applicabile, con un impatto diretto sull’andamento della partita e sul suo risultato”.
Ciò che alimenta la frustrazione della dirigenza spagnola non è soltanto l’errore in sé, ma la mancata correzione da parte della sala Var. I legali del Barcellona hanno chiesto formalmente l’apertura di un’indagine e l’accesso ai dialoghi intercorsi tra l’arbitro Istvan Kovacs e il Var, sottolineando come non si tratti di una decisione opinabile, ma di un “errore significativo” che la tecnologia avrebbe dovuto correggere. A sostegno della propria tesi, il club ha ricordato un episodio analogo accaduto nella competizione tra Aston Villa e Club Brugge, dove un comportamento identico del difensore Tyrone Mings fu sanzionato con un calcio di rigore.
Il “giallo” della sospensione e le conseguenze per Kovacs
Mentre il Barcellona aspetta risposte dagli uffici di Nyon, l’eco della polemica ha già avuto una conseguenza immediata nel mondo arbitrale. Secondo quanto riportato da diverse testate europee, Kovacs non arbitrerà altre partite della massima competizione europea per il resto della stagione. La decisione, interna all’Uefa, sarebbe maturata non solo per il caso specifico del Camp Nou, ma anche per una valutazione complessiva della gestione dell’incontro, giudicata insufficiente per gli standard richiesti in questa fase del torneo.
Un provvedimento, quest’ultimo, che il club catalano accoglie come una vittoria morale, sebbene non modifichi il risultato dell’andata. Il reclamo presentato, però, non si limita a richiedere la semplice ammissione dell’errore. Il Barcellona, forte anche di precedenti recenti in cui si è sentito penalizzato dalla direzione di gara, ha chiesto che venga ufficialmente riconosciuto il danno sportivo subito, spingendo l’Uefa ad adottare “le misure necessarie” per evitare che situazioni simili si ripetano.
Un precedente che fa infuriare anche oltre la partita
A scatenare l’ira del Barcellona, più che la sconfitta in sé, è stata la sensazione di aver subito un torto che va al di là dell’errore umano. Nel mirino dei reclami non c’è soltanto il tocco di mano, ma anche la mancata espulsione di Koke, il capitano dell’Atletico, che secondo i catalani sarebbe dovuto uscire per doppia ammonizione. Un insieme di episodi che, agli occhi della dirigenza, hanno compromesso la parità numerica sul campo, soprattutto alla luce dell’espulsione del giovane Cubarsi decretata nel primo tempo.
L’andata si è chiusa con un secco 0-2, un risultato pesante che costringe gli uomini di Flick a una rimonta quasi impossibile al Metropolitano. Tuttavia, la battaglia legale appena aperta dimostra come il club non voglia limitarsi a subire l’esito del campo, cercando piuttosto di tracciare un confine netto tra ciò che considera un errore regolamentare e la normale discrezionalità arbitrale. L’esito del reclamo, in ogni caso, non cambierà il passivo da recuperare, ma potrebbe influenzare il clima arbitrale per le prossime partite dei blaugrana in Europa.
Meta Description: Barcellona presenta reclamo ufficiale alla Uefa per il rigore non concesso contro l’Atletico Madrid. Il club chiede l’apertura di un’indagine sull’arbitro Kovacs.




