Il Barcellona si infuria e presenta reclamo alla Uefa: “Errore regolamentare sul mani di Pubill”

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La sconfitta interna per 0-2 contro l’Atletico Madrid, maturata tra le mura amiche del Camp Nou, non è stata solo un duro colpo in chiave qualificazione per i quarti di finale di Champions League. C’è molto di più, e quel “molto di più” ha a che fare con le decisioni arbitrali che, secondo il club catalano, avrebbero alterato in modo irreparabile il normale svolgimento della partita. Al di là del rosso rimediato da Pau Cubarsi – sanzione che, per quanto severa, trova una sua logica nelle regole – ciò che ha fatto letteralmente infuriare la dirigenza blaugrana è stato un episodio successivo, avvenuto nella ripresa, quando il risultato era ancora in bilico. Il difensore dell’Atletico, Pubill, ha fermato il pallone con la mano all’interno della propria area di rigore durante una ripresa del gioco da fondo campo. La palla, a differenza di quanto forse pensava l’arbitro Kovacs o lo stesso giocatore, era già in gioco dopo il rinvio di Musso, rendendo il tocco volontario una chiara infrazione punibile con il calcio di rigore e, vista la precedente ammonizione, con la seconda gialla per il difensore ospite.

Un reclamo formale per chiedere giustizia e accedere ai dialoghi del Var

Di fronte a quella che considera una svista inaccettabile – aggravata dalla mancata correzione da parte del Var, rimasto inspiegabilmente inerte – il Barcellona ha deciso di passare dalle parole ai fatti. Come riportato nella nota ufficiale diffusa dal club, i servizi legali hanno formalmente presentato un reclamo alla Uefa. L’oggetto della contestazione è puntuale: il club ritiene che la direzione di gara sia stata “contraria al regolamento applicabile”, con un impatto diretto non solo sull’andamento delle operazioni di gioco ma anche, e conseguentemente, sul risultato finale. Non si tratta, dunque, di una semplice lamentela per una svista, bensì di una denuncia che tenta di qualificare l’errore come una violazione procedurale. Tra le richieste avanzate dall’ente presieduto da Rafa Yuste, spicca la domanda di accesso alle comunicazioni intercorse tra la terna arbitrale in campo e la sala Var; una mossa, questa, che testimonia la volontà di vederci chiaro su come sia stato possibile non rilevare un tocco di mano così plateale, avvenuto peraltro in un momento in cui la partita era ferma solo nella testa del direttore di gara.

Il precedente che scotta e l’indignazione per il mancato intervento tecnologico

A rendere ancora più amaro il boccone per i catalani è la constatazione di un doppio standard che, a loro dire, danneggerebbe sistematicamente il club nelle competizioni europee. La sensazione è che la tecnologia, pensata per eliminare gli errori macroscopici, sia stata inspiegabilmente disattivata proprio nel momento del bisogno. A corroborare questa tesi c’è un episodio simile avvenuto in una recente edizione della Champions League, durante la sfida tra Club Brugge e Aston Villa: in quella circostanza, il difensore Tyrone Mings commise lo stesso identico errore, fermando con la mano un pallone che il portiere aveva messo in gioco con un passaggio; la decisione arbitrale fu diametralmente opposta, con la concessione di un calcio di rigore ai belgi. Per Hansi Flick, visibilmente contrariato a fine partita, non ci sono scuse: si tratta di un errore che il Var avrebbe dovuto correggere in automatico, ripristinando la parità numerica (espellendo Pubill per doppia ammonizione) e concedendo la chance dal dischetto.

Rabbia e strategia legale, la risposta sul campo rimanda all’andata

La strategia legale del Barcellona è chiara: ottenere il riconoscimento ufficiale dell’errore da parte degli organi competenti, nella speranza che ciò possa servire da monito o, quanto meno, da atto formale per scalzare quella sensazione di “sfortuna ricorrente” che perseguita la squadra nelle coppe. È innegabile, tuttavia, che la protesta, per quanto veemente e supportata da un comunicato ufficiale, non potrà modificare il risultato dell’andata. L’Atletico Madrid, forte del 2-0 firmato da Julian Alvarez e Alexander Sorloth, parte con un vantaggio consistente in vista del ritorno al Riyadh Air Metropolitano. Per i blaugrana, il compito sul campo appare titanico, reso ancora più complicato dall’inferiorità numerica patita per buona parte della gara. La partita, quindi, resta in bilico tra la speranza di una rimonta sportiva e la volontà di veder riconosciute le proprie ragioni a tavolino; due fronti sui quali il club è determinato a giocarsi il tutto per tutto, senza lasciare nulla di intentato.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.