Andrea Sempio sui genitori di Chiara Poggi: «Li vorrei abbracciare»
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Redazione Interno
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«Li vorrei abbracciare». Andrea Sempio ha scelto queste parole per esprimere la propria vicinanza ai genitori di Chiara Poggi, dopo averli visti in televisione a Verissimo. Nell'intervista esclusiva a Dentro la notizia, l'indagato nell'inchiesta sul delitto di Garlasco ha spiegato di non riuscire a trovare una frase capace di rappresentare ciò che prova davanti al dolore della famiglia. «È l’unica cosa che mi viene per poterlo esprimere, perché non è una cosa che tu puoi dire a parole», ha dichiarato, indicando nell'abbraccio il gesto con cui vorrebbe comunicare la propria partecipazione alla sofferenza dei genitori della giovane uccisa.
Il messaggio dopo l'intervista dei genitori a Verissimo
La reazione di Sempio è arrivata dopo l'intervista televisiva di Rita e Giuseppe Poggi, che hanno deciso di parlare pubblicamente della figlia e del dolore per la sua morte. La loro presenza nel programma condotto da Silvia Toffanin ha riportato l'attenzione sul lato personale di una vicenda giudiziaria che continua a occupare ampio spazio nel dibattito televisivo. Nel rispondere alla giornalista di Dentro la notizia, l'uomo ha descritto la visione dell'intervista come un'esperienza insieme pesante e commovente. Non ha individuato un discorso particolare da rivolgere ai genitori, ma ha insistito sulla difficoltà di tradurre in parole un sentimento che, a suo giudizio, potrebbe essere espresso soltanto attraverso un gesto di vicinanza.
Il messaggio non riguarda soltanto il rapporto con la famiglia della vittima, ma anche il peso emotivo che l'esposizione pubblica del caso comporta per chi è coinvolto nelle indagini. Sempio ha ammesso di avere difficoltà persino a immaginare come potrà organizzare la propria esistenza nei prossimi anni, mentre la situazione giudiziaria pesa sulla sua quotidianità. «Non riesco a immaginarmi continuare così per ancora tre o quattro anni», ha detto, riferendosi alla prospettiva di attraversare altri passaggi processuali senza riuscire a programmare serenamente il futuro. Ha aggiunto che anche uscire di casa «non è così semplice», descrivendo una limitazione che investe le attività ordinarie e la possibilità di condurre una vita normale.
Il ritorno nella villetta e il ricordo delle immagini del delitto
Nel corso della stessa intervista, l'indagato ha raccontato anche il primo rientro nella villetta della famiglia Poggi dopo l'omicidio. L'occasione era legata al gruppo di amici e il ritorno nell'abitazione gli ha provocato una reazione intensa, dovuta al contrasto tra la casa vista direttamente e le immagini del luogo del delitto trasmesse in televisione. «C’è un primo impatto molto forte, perché comunque tu rivedi la casa, però hai in testa anche le immagini che hai visto ai tempi in televisione di come era ridotta», ha spiegato. Il ricordo restituisce il peso di un ambiente familiare che, dopo l'accaduto, era inevitabilmente associato alle immagini diffuse dai notiziari e alla ricostruzione dell'omicidio.
Il delitto risale al 13 agosto 2007 e ha portato negli anni a una lunga vicenda giudiziaria. La nuova inchiesta ha riportato Sempio al centro degli accertamenti della Procura di Pavia, mentre Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva per l'omicidio. Il procedimento riaperto nei confronti dell'amico del fratello della vittima è stato nuovamente chiuso dalla Procura il 28 settembre 2026, con il deposito di ulteriori atti e consulenze investigative. Tra gli approfondimenti figurano valutazioni tecniche sulle tracce esaminate dagli investigatori, compresi gli accertamenti relativi all'impronta della scarpa e al DNA.
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