Scioperi per Gaza: USB annuncia blocchi a sorpresa, Salvini li definisce irresponsabili
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Redazione Interno
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L’Unione Sindacale di Base (USB) ha proclamato uno sciopero generale nazionale da attuare senza preavviso, con l'obiettivo dichiarato di "bloccare tutto". L'annuncio è stato fatto a Roma durante una conferenza stampa del Global Movement to Gaza Italia, tenutasi davanti a Montecitorio, segnando un'ulteriore intensificazione delle proteste in solidarietà con la popolazione di Gaza.
Un presidio permanente e 100 piazze
Un rappresentante del sindacato ha dichiarato che piazza dei Cinquecento a Roma diventerà un presidio permanente per Gaza. Iniziative simili, come l'organizzazione di "100 piazze", verranno replicate in altre città italiane. Questa mobilitazione, definita di "agitazione permanente", è stata presentata come una risposta diretta agli attacchi subiti dalla missione navale umanitaria Global Sumud Flotilla.
Un fronte ampio di adesioni
All'iniziativa hanno aderito diverse forze sociali e politiche, creando un ampio fronte di condanna. Al presidio di Roma erano presenti rappresentanti di Anpi e Arci, oltre a deputati di M5S, Pd, Avs e +Europa. La partecipazione ha assunto anche toni simbolici, come nel caso dell'attrice Ambra Angiolini, scesa in piazza con la figlia Jolanda per sottolineare l'importanza di un impegno concreto e pacato.
La condanna di Salvini
La reazione politica non si è fatta attendere. Il vicepremier Matteo Salvini ha definito l'annuncio dell'USB un atto "da irresponsabili", assicurando che non verrà permesso di "bloccare il Paese e portarlo nel caos" e lasciando intendere una risposta governativa determinata a garantire l'ordine pubblico.
La posizione della Cgil
Anche la Cgil ha condannato fermamente gli attacchi alla Flotilla, minacciando a sua volta di proclamare uno sciopero autonomo a breve. Sebbene le modalità possano differire, la convergenza sulla necessità di una protesta forte unisce realtà sindacali spesso distanti, prospettando un autunno di agitazioni centrate sulla crisi mediorientale e le sue ripercussioni in Italia.




