Brescia deferito, confermati i capi d’accusa: il club rischia la retrocessione in C

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Brescia, guidato da Massimo Cellino, rischia di precipitare in Serie C dopo che la Procura Federale della FIGC ha confermato il rinvio a giudizio per il mancato pagamento delle scadenze fiscali relative a Irpef e Inps, previste per il 17 febbraio e il 16 aprile 2025. Nonostante la memoria difensiva presentata dalla società, che si è dichiarata vittima di una frode senza responsabilità diretta, le giustificazioni sono state ritenute insufficienti, aprendo la strada a un iter sanzionatorio che potrebbe costare quattro punti di penalizzazione.

La situazione, che si è formalizzata nell’udienza del 22 maggio, ha immediate ripercussioni sul campionato di Serie B, dove il club lombardo potrebbe vedersi retrocesso, lasciando spazio alla Sampdoria, attualmente condannata alla C. L’assenza di Cellino all’udienza, sostituita da un documento difensivo, non ha modificato l’orientamento della Procura, che ha proceduto con il deferimento.

Intanto, il Collegio di Garanzia ha respinto il ricorso presentato dalla Salernitana contro il rinvio dei playout, fissati a data da destinarsi proprio in attesa degli sviluppi del caso Brescia. La decisione, motivata dall’assenza di "questioni di diritto di pronto scrutinio", lascia dunque in sospeso anche il futuro del club campano, che aveva contestato la legittimità del rinvio.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.