Trapani deferito per mancati stipendi, Antonini: «Ci sarà un nulla di fatto»
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Redazione Sport
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Nuove nubi, cariche di conseguenze potenzialmente gravi, si addensano sul cielo del Trapani Calcio, che, nonostante la recente penalizzazione di otto punti per la vicenda dei crediti d'imposta inesistenti, si ritrova ancora una volta a dover affrontare un procedimento disciplinare. La Procura Federale della Figc, muovendo da precise segnalazioni della Commissione indipendente per la verifica dell'equilibrio economico e finanziario, ha infatti deferito al Tribunale Federale Nazionale, sezione disciplinare, la società siciliana insieme al Campobasso, i loro legali rappresentanti e diversi dirigenti, per una serie di violazioni amministrative che toccano, secondo quanto emerge, il delicatissimo tasto dei pagamenti dovuti.
Le accuse della Procura
Il deferimento, formalizzato il 6 novembre 2025, non rappresenta una novità assoluta nell'universo del calcio professionistico, eppure giunge in un momento di estrema fragilità per il club, già provato dalla precedente sanzione. Le irregolarità contestate, che si inseriscono nel solco di una gestione finanziaria sotto la lente d'ingrandimento degli organi di controllo, riguardano nello specifico i mancati versamenti degli stipendi ai giocatori e di tutti i contributi previdenziali, elementi che minano alla base la sostenibilità e la correttezza di un sodalizio sportivo. La Procura, attivando il suo potere ispettivo, ha raccolto gli elementi ritenuti sufficienti per portare la questione dinanzi al giudice sportivo, il quale dovrà ora accertare le responsabilità e, qualora le accuse venissero confermate, comminare le inevitabili sanzioni.
La difesa del presidente
Dall'altra parte della barricata, la posizione del presidente Valerio Antonini appare diametralmente opposta e intrisa di una sicurezza che lascia pochi margini al dubbio. La società, attraverso una nota ufficiale, ha reso noto di aver già inviato agli organi competenti tutta la documentazione necessaria a comprovare l'avvenuto pagamento delle mensilità ai calciatori e a tutti i tesserati, compresi quegli "incentivi all'esodo" che spesso caratterizzano le separazioni contrattuali. «Siamo assolutamente certi», ha dichiarato Antonini, senza mezzi termini, «che questo deferimento si chiuderà con un nulla di fatto». Una presa di posizione netta, la sua, che punta a dimostrare come la squadra abbia ottemperato agli obblighi relativi sia all'Irpef che ai contributi Inps, dipingendo il provvedimento della Procura come un semplice, sebbure ingombrante, equivoco da chiarire.
Lo scenario in serie C
La vicenda trapanese, sebbene peculiare, non è un caso isolato in un campionato di Serie C dove la stabilità economico-finanziaria costituisce una sfida quotidiana per molte realtà. Il deferimento quasi simultaneo del Campobasso, anch'esso coinvolto in analoghe questioni amministrative, insieme alla penalizzazione di tre punti inflitta al Rimini, delinea un quadro in cui la vigilanza degli organi federali si fa sempre più stringente. Mentre il Tribunale Federale Nazionale si appresta a esaminare le posizioni, l'ambiente del calcio di terza serie osserva con attenzione, consapevole che gli esiti di questi procedimenti possono influenzare non solo le classifiche, ma anche la credibilità stessa di un torneo che fatica a conciliare le passioni con le rigide regole della finanza sportiva.




