Ameba mangia-cervello, bimba di 8 anni muore dopo il bagno nel lago
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Redazione Salute
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Una bambina di otto anni è morta in Louisiana dopo aver contratto la cosiddetta ameba mangia-cervello, la Naegleria fowleri, e l’ipotesi riferita dalla famiglia e dalle autorità sanitarie è che l’infezione sia avvenuta mentre nuotava in un lago vicino casa. La vicenda è avvenuta a Ruston, nel nord dello Stato americano: la bambina, identificata come Lillian Smart, era stata trasportata in ospedale e ricoverata in terapia intensiva, dove è deceduta lo scorso fine settimana. La famiglia ha spiegato in un post su Facebook che le lesioni al cervello erano diventate troppo gravi perché il suo corpo potesse riprendersi. Il caso riporta l’attenzione su un microrganismo estremamente raro, capace però di provocare una grave infezione del sistema nervoso centrale quando l’acqua che lo contiene entra nel corpo attraverso il naso.
Come avviene l’infezione da Naegleria fowleri
Naegleria fowleri è un’ameba microscopica presente nell’ambiente e vive soprattutto nel terreno e nelle acque dolci calde, tra cui laghi, fiumi, stagni e sorgenti termali. Misura appena 20 micrometri, cioè millesimi di millimetro, e può proliferare nell’acqua calda, in particolare sopra i 26 gradi. In circostanze estremamente rare può provocare nell’uomo la meningoencefalite amebica primaria, indicata anche con la sigla PAM, un’infezione grave che interessa il sistema nervoso centrale. Il contagio non viene descritto come conseguenza del semplice contatto con l’acqua: il passaggio decisivo avviene quando acqua contaminata entra con forza nel naso e permette all’ameba di raggiungere il cervello attraverso i nervi olfattivi.
Situazioni come un tuffo, un’immersione o un lavaggio nasale effettuato con acqua non sicura possono quindi rappresentare le circostanze nelle quali l’acqua contenente l’ameba entra nelle cavità nasali. Tra le possibili provenienze dell’acqua contaminata vengono indicati laghi e fiumi, ma anche acqua di rubinetto. Nel caso della bambina morta in Louisiana, l’attenzione si è concentrata sul bagno effettuato in un lago vicino alla sua abitazione, indicato come possibile momento dell’infezione. Dopo il ricovero in terapia intensiva le sue condizioni non hanno consentito il recupero, con danni cerebrali che la famiglia ha descritto come troppo estesi. La gravità della PAM è legata proprio alla capacità della Naegleria fowleri di raggiungere il cervello una volta penetrata attraverso il naso.
I casi negli Stati Uniti e gli ambienti in cui vive l’ameba
Le infezioni da Naegleria fowleri restano estremamente rare, ma i dati riportati per gli Stati Uniti mostrano una mortalità molto elevata. Tra il 1937 e il 2025 sono stati confermati circa 180 casi di infezione, mentre dal 1962 vengono indicati 167 casi registrati e soltanto quattro sopravvissuti. La maggior parte delle infezioni si è concentrata negli Stati meridionali e centrali, dove le temperature più alte favoriscono condizioni compatibili con la presenza dell’ameba nelle acque dolci calde. Le ricerche più recenti citate indicano però che il riscaldamento delle acque negli Stati settentrionali e nel Midwest, associato al cambiamento climatico, potrebbe ampliare le zone nelle quali il microrganismo può essere trovato.
Il riferimento agli ambienti in cui vive la cosiddetta ameba mangia-cervello riguarda soprattutto acque dolci calde e terreno. Laghi, fiumi, stagni e sorgenti termali rientrano quindi tra gli habitat indicati per Naegleria fowleri, mentre la proliferazione viene associata a temperature dell’acqua superiori ai 26 gradi. Queste caratteristiche spiegano perché l’attenzione sia rivolta agli ambienti acquatici riscaldati e alle situazioni nelle quali l’acqua può entrare nel naso. Per quanto riguarda l’Italia, nelle informazioni disponibili non vengono indicati casi specifici, località italiane o ritrovamenti documentati: gli elementi riportati permettono soltanto di identificare le condizioni ambientali nelle quali l’ameba può vivere, senza attribuirne la presenza a un luogo preciso del territorio italiano.
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