Pontedera, ottant’anni di Vespa: due cortei e una mostra raccontano l’icona nata per caso
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Se l’Italia avesse due ruote, sarebbe una Vespa: lo si potrebbe scrivere senza timore di esagerare, visto che quel rombo gentile e quella carrozzeria tondeggiante – nata nell’aprile del 1946, quando l’inventore Corradino D’Ascanio depositò il brevetto in un Paese ancora segnato dalle macerie della guerra – rappresentò per milioni di italiani un brivido improvviso di libertà, oltre che il primo vero mezzo di trasporto di massa accessibile, agile e pieno di stile. E proprio a Pontedera, nella città toscana che da allora ospita lo stabilimento Piaggio, quel compleanno numero ottanta si celebra tornando a “casa”: centinaia di esemplari, d’epoca o moderni, colorati o tirati a lucido, alcuni persino con i segni del tempo ben visibili sulla scocca, stanno per invadere le strade del centro e le colline della provincia di Pisa con due cortei distinti, mentre un’installazione al Villaggio Piaggio racconta il lungo intreccio tra la fabbrica e il territorio.
Il brevetto del ’46 e l’immaginario cinematografico
Fu il 23 aprile 1946 il giorno che cambiò la mobilità italiana, anche se pochi allora potevano immaginarlo: il deposito del brevetto alla Camera di commercio di Firenze diede vita a un veicolo che non era né una moto né una bicicletta, bensì uno scooter con scocca portante e ruota di scorta posizionata in modo da poterla cambiare senza sporcarsi. Quella soluzione tecnica, accompagnata da una linea che ricordava il profilo di un insetto, divenne in pochi anni il simbolo motociclistico per eccellenza del Bel Paese, celebrato persino dalla potenza cinematografica della Hollywood sul Tevere: basti pensare a “Vacanze romane”, dove Audrey Hepburn e Gregory Peck girano per la città eterna proprio in sella a una Vespa, regalando al mondo intero l’immagine di un’Italia spensierata e piena di grazia. Nessun altro mezzo a due ruote, del resto, ha saputo condensare così bene la ricostruzione postbellica e il desiderio di ripartire.
Cortei sulle colline e raduno nella città natale
A Ottant’anni esatti da quel brevetto, l’appuntamento fisico è dunque a Pontedera, dove la Vespa è nata e dove continua a essere prodotta. Gli organizzatori prevedono l’arrivo di centinaia di esemplari, alcuni dei quali arrivati da diverse regioni italiane e persino dall’estero: i cortei si snoderanno lungo le strade del centro storico per poi inerpicarsi sulle colline circostanti, offrendo uno spettacolo raro fatto di rombi armoniosi e carrozzerie che raccontano decenni di mode, di restauri e di vite vissute in sella. Si potranno ammirare Vespa d’epoca accanto a esemplari modernissimi – una convivenza che sottolinea come il progetto originale, nonostante i cambiamenti nei materiali e nei motori, sia rimasto fedele a se stesso molto più di quanto accada per altri prodotti industriali.
La mostra al Villaggio Piaggio e i 102 anni di storia in fabbrica
Non solo cortei, però, perché il compleanno diventa anche l’occasione per aprire le porte della memoria industriale. Al Villaggio Piaggio è stata inaugurata nei giorni scorsi la mostra “La Piaggio a Pontedera”, curata dallo storico Michele Quirici – della Fondazione per la Cultura Pontedera – e da Mariamargherita Scotti, che cura l’Archivio storico Piaggio. L’esposizione non si limita a celebrare gli ottant’anni del modello più famoso, ma allarga lo sguardo ai centodue anni complessivi di storia della fabbrica nella città, un legame talmente profondo che risulterebbe difficile separare l’identità di Pontedera dalla presenza dello stabilimento. Attraverso documenti, fotografie e cimeli, si racconta come la produzione sia passata dagli aerei bellici ai primi scooter, trasformando una fabbrica in un fenomeno culturale globale.
Nel paddock della MotoGP, l’omaggio di Bezzecchi e Martin
La festa per gli ottant’anni della Vespa ha varcato anche i confini della Toscana, arrivando fino al circuito di Jerez de la Frontera, dove nel fine settimana torneranno a sfrecciare in pista le Aprilia RS-GP26 dei piloti del campionato del mondo MotoGP. Alla vigilia del Gran Premio Estrella Galicia 0,0 di Spagna, i due portacolori della casa di Noale – Marco Bezzecchi e Jorge Martin – hanno scelto un mezzo decisamente più stiloso per raggiungere il paddock, presentandosi nell’area adiacente ai box in sella a due esemplari dello scooter Piaggio. Un omaggio che non passa inosservato, data la risonanza mediatica del motomondiale, e che conferma come il mito della due ruote italiana sia ancora capace di innestarsi nel cuore delle competizioni più moderne, senza bisogno di gridare troppo la propria presenza.




