Pontedera festeggia 80 anni di Vespa: mostre e due cortei sulle colline della provincia di Pisa
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Redazione Cultura e Spettacolo
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D’epoca, moderne, colorate, tirate a lucido o con i segni del tempo sulla scocca. Tutte diverse ma unite sotto lo stesso nome: Vespa. Ne stanno per arrivare centinaia a Pontedera in occasione dell’80esimo compleanno dell’icona mondiale a due ruote: il luogo del nuovo ritrovo è a “casa”, nella città dove la Vespa è nata il 23 aprile 1946, giorno in cui venne depositato il brevetto all’Ufficio di Firenze. E a distanza di ottant’anni esatti da quella data, la fabbrica che fu di Enrico Piaggio riabbraccia i suoi figli più fedeli, quelli che non hanno mai smesso di collezionare patenti di guida per custodire un pezzo di storia italiana.
Un museo a cielo aperto nel villaggio operaio
La storia della Piaggio scorre lungo i muri del Villaggio, un tempo “città nella città” costruita per ospitare gli operai e le loro famiglie. Dieci pannelli, quelli installati all’ingresso dello stabilimento che affaccia sulla Tosco Romagnola, ripercorrono gli oltre cento anni di attività del polo pontederese: da quando l’azienda decise di trasferirsi qui nel lontano 1924, approfittando di una manodopera specializzata nella meccanica, fino alla conversione bellica e alla successiva, folgorante rinascita con il progetto della Vespa. L’intervento, che rientra nel calendario delle celebrazioni curate dal Comune, ha permesso di riqualificare anche la scritta all’ingresso del Villaggio, restituendo decoro a uno spazio che per decenni è stato il cuore pulsante della produzione industriale toscana.
In contemporanea con l’apertura di questo spazio museale permanente, il centro cittadino si è illuminato con “V80”, un’installazione di arte urbana firmata da Carlo Alberto Arzelà. Le sagome trasparenti dello scooter, sparse lungo Corso Matteotti, fungono da contenitori di ricordi: non semplici sculture, ma veri e propri diorami che, grazie a un gioco di luci notturne, evocano le sensazioni legate alla libertà su due ruote. “La Vespa è un oggetto ormai iconico – ha spiegato l’ideatore durante l’inaugurazione – ma noi l’abbiamo trasformata in un contenitore di ricordi, dal primo bacio alla sensazione delle farfalle nello stomaco”.
Il raduno e il tour sulle colline pisane
Il clou dei festeggiamenti è affidato al raduno “80… voglia di Vespa”, organizzato dal Vespa Club locale: l’evento ha già registrato il tutto esaurito con quattrocento iscritti, provenienti non solo da tutta Italia ma anche dall’estero. Il programma prevede due cortei distinti, entrambi in partenza dal Centrum Sete Sois di viale Rinaldo Piaggio, progettati per valorizzare il paesaggio agrario della Valdera. Sabato pomeriggio la carovana si dirigerà verso Peccioli, borgo che domina le colline circostanti, per poi fare ritorno nello stabilimento. La mattina della domenica, invece, il giro toccherà Lari, la sua celebre fortezza, per poi scendere verso Cascina e Vicopisano, regalando ai partecipanti una prospettiva inedita della campagna toscana.
La sera di sabato 25 aprile, intanto, le piazze del centro si trasformeranno in un palcoscenico per il “Ves.Party 80Y”, con live band, dj set e performance cabarettistiche che si alterneranno su due palchi distinti (piazza Cavour e piazza Curtatone) fino a mezzanotte. Un modo per legare la festa privata dei proprietari a quella pubblica della città, in un connubio che a Pontedera riesce sempre naturale data la simbiosi tra fabbrica e territorio.
L’eredità di D’Ascanio: da Popoli a Hollywood
Senza l’ingegno di Corradino D’Ascanio, originario di Popoli, forse tutto questo non sarebbe mai accaduto. Fu lui, ingegnere aeronautico di formazione, a immaginare un veicolo pulito, dal cambio maneggevole e con la protezione anteriore che permetteva di guidare senza sporcarsi, una rivoluzione assoluta per l’immediato dopoguerra. E fu sempre quella struttura, priva del tunnel centrale, a permettere alle donne di guidare indossando la gonna, un dettaglio tecnico che ebbe immense ricadute sociali.
La sua creatura, celebrata dalla potenza cinematografica di Hollywood sul Tevere, divenne un fenomeno globale grazie a film come “Vacanze romane”. L’immagine di Audrey Hepburn e Gregory Peck che sfrecciano tra i Fori imperiali, ancora oggi, è il biglietto da visita visivo più potente del Made in Italy nel mondo. Mezzo agile e pieno di stile, la Vespa rappresentò un brivido improvviso di libertà in una nazione che doveva ricostruire non solo le case, ma anche la voglia di futuro. A ottant’anni di distanza, mentre le edizioni limitate “80th” in verde pastello originale riempiono i nuovi showroom -6, l’anima di quel mezzo resta immutata, racchiusa nel ronzio gentile del suo motore a due tempi.




