Effetto America's Cup a Napoli: 1.294 nuovi tesserati in una settimana, il 90% ha tra 6 e 14 anni
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Redazione Sport
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Le regate preliminari di America's Cup disputate nel golfo di Napoli hanno lasciato sul territorio un'eredità sportiva misurabile con precisione. Nei sette giorni compresi tra il 22 e il 28 settembre 2026, la Federazione Italiana Vela ha registrato in Campania 1.294 nuovi tesserati, facendo salire il totale regionale da 7.500 a 8.794 iscritti. L'incremento, pari al 17,3% in una sola settimana, rappresenta uno dei dati più significativi prodotti dall'evento velico che ha animato il lungomare Caracciolo.
Un fenomeno che coinvolge due generazioni distanti
La composizione anagrafica dei nuovi ingressi restituisce un quadro insolito per uno sport tradizionalmente percepito come appannaggio di un pubblico adulto e benestante. Il 90% dei neo-tesserati ha un'età compresa tra i 6 e i 14 anni, mentre il restante 10% è rappresentato da over 65. Si tratta di due fasce generazionali agli antipodi che, stando ai dati diffusi dalla Federvela, hanno trovato nell'evento napoletano un'occasione concreta per avvicinarsi alla pratica velica.
Nel corso della settimana circa 600 persone hanno preso parte alle attività in acqua utilizzando le imbarcazioni messe a disposizione nella FanZone: 15 RS Feva, 15 Waszp, 8 wing foil, 8 RS21 e 4 Switch. All'iniziativa hanno collaborato anche sette medagliati olimpici, presenti nel Race Village per condividere la propria esperienza con il pubblico.
La distribuzione giornaliera dei nuovi iscritti
I nuovi tesseramenti non si sono distribuiti in modo uniforme nell'arco della settimana. L'andamento giornaliero ha fatto registrare 50 iscritti il 22 settembre, 178 il 23, 163 il 24, 200 il 25, 244 il 26 e 409 nella giornata del 27, quella culminata con il match race finale, per poi scendere a 50 il 28. Il picco coincide dunque con il giorno di maggiore affluenza sulle banchine e sugli spalti allestiti lungo la costa.
L'iniziativa si è avvalsa del supporto di Sport e Salute, soggetto attuatore per il Governo, e della Federazione Italiana Vela, con l'obiettivo dichiarato di trasformare la presenza dell'America's Cup in un'opportunità di partecipazione sportiva e non soltanto in un evento spettacolare da osservare passivamente.
Le caratteristiche tecniche degli AC40
Le imbarcazioni impiegate nelle regate preliminari napoletane appartengono alla classe AC40, un monoscafo foiling di 40 piedi, pari a circa 12 metri, progettato come versione ridotta dell'AC75 che sarà utilizzato per la Louis Vuitton Cup e per l'assegnazione del trofeo nel 2027. L'AC40 è una barca one design, uguale per tutti i team e sottratta per regolamento alla ricerca e allo sviluppo, una scelta che intende limitare le differenze progettuali e affidare il risultato alla conduzione, alle manovre e alla tattica degli equipaggi.
Dell'AC75 conserva l'impostazione generale: due foil laterali, un timone dotato di elevator e uno scafo concepito per sollevarsi quasi interamente fuori dall'acqua durante la navigazione in volo. A bordo operano quattro velisti, tra timonieri e trimmer, mentre l'energia necessaria ai sistemi di bordo è fornita da batterie, senza bisogno di grinder o cyclor. Un sistema automatico di controllo del volo contribuisce a mantenere l'imbarcazione alla quota impostata, mentre i velisti continuano a regolare il setting dei foil e a gestire rotta, vele e manovre.
Nonostante le dimensioni contenute, l'AC40 può superare i 40 nodi.
La posizione della soprintendenza sulle pedane del lungomare
Il successo di pubblico registrato durante le giornate di regata ha riacceso il dibattito sulla possibilità di mantenere stabilmente le pedane installate sugli scogli del lungomare, strutture che hanno consentito a migliaia di spettatori di assistere alle competizioni come da una terrazza sul mare.
La soprintendente all'archeologia, belle arti e paesaggio di Napoli, Rosalia D'Apice, ha dichiarato la propria disponibilità a un confronto sulla proposta del Comune, caldeggiata da numerosi cittadini e sostenuta da un appello sottoscritto da esponenti del mondo della cultura, delle professioni e del tessuto sociale. La soprintendente ha tuttavia precisato che un'eventuale permanenza prolungata delle strutture richiederebbe di superare il vincolo che insiste sull'area.
Ha inoltre espresso riserve su un possibile utilizzo delle pedane per la balneazione, definendo l'ipotesi più problematica sotto il profilo autorizzativo.
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