Stop ai medici gettonisti, dal 31 luglio scattano le nuove regole
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Redazione Salute
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Dal 31 luglio, gli enti del Servizio sanitario nazionale non potranno più stipulare nuovi contratti con i cosiddetti medici gettonisti, professionisti assunti tramite cooperative o partite Iva per coprire carenze temporanee, soprattutto nei pronto soccorso e nei reparti più critici. La misura, contenuta in un decreto del ministro della Salute del 17 giugno 2024 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 25 ottobre dello stesso anno, non interrompe i contratti già attivi, che proseguiranno fino alla loro scadenza naturale.
L’obiettivo è chiaro: ridurre i costi di un sistema che, per anni, ha retto su prestazioni brevi ma estremamente remunerate, spesso a scapito di un’organizzazione strutturale del personale. I medici gettonisti, infatti, venivano pagati lautamente per singoli turni, una soluzione che, sebbene tamponasse le emergenze, ha contribuito a dilatare la spesa sanitaria senza risolvere il problema alla radice.
Tuttavia, c’è chi teme che la decisione, pur condivisibile sul piano teorico, possa generare criticità operative, soprattutto in regioni già fragili come la Sicilia. Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva, e Antonio Craxì, ex ordinario di Gastroenterologia all’Università di Palermo, hanno lanciato l’allarme: "Il divieto, applicato in piena estate e senza alternative pronte, rischia di far collassare i pronto soccorso". Un monito che riflette le difficoltà di un sistema spesso costretto a ricorrere a soluzioni tampone, senza avere il tempo di strutturarne di più solide.




