Agnelli, Nedved e gli ex vertici della Juventus chiedono il patteggiamento nel processo Prisma
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Redazione Sport
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Il processo Prisma, che vede la Juventus e i suoi ex dirigenti accusati di presunte plusvalenze irregolari e manovre sugli stipendi durante il periodo Covid, potrebbe avviarsi verso una conclusione. Nella mattinata di venerdì 27 giugno, gli ex vertici del club bianconero hanno presentato le richieste di patteggiamento, con pene che variano dagli undici mesi a un anno e otto mesi.
Andrea Agnelli, già presidente della società, ha optato per una condanna a un anno e nove mesi con la sospensione della pena, mentre Pavel Nedved, all’epoca vicepresidente, ha patteggiato un anno e due mesi. Per Fabio Paratici, già direttore sportivo, è stata avanzata una richiesta di un anno e sei mesi, stessa misura proposta per Cesare Gabasio, ex responsabile amministrativo.
I pm Lorenzo Del Giudice e Giorgio Orano, che seguono l’inchiesta a piazzale Clodio dopo il passaggio dalla procura di Torino, hanno invece chiesto il non luogo a procedere per Maurizio Arrivabene, ex amministratore delegato della Juventus. L’inchiesta, che aveva preso le mosse dalle indagini sui bilanci societari e sulle operazioni di mercato, si è concentrata su presunte irregolarità contabili, tra cui la sovrastima del valore dei calciatori e il mancato rispetto delle norme finanziarie durante la pandemia




