Arrestato a Cerignola Tommaso Morra, latitante dopo la condanna per la rapina al caveau di Calcinato
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Redazione Interno
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La cattura è avvenuta nelle prime ore del mattino, quando gli agenti della Polizia di Stato, con il supporto della Guardia di Finanza, hanno bloccato Tommaso Morra, 42 anni, già condannato in via definitiva a dodici anni e sei mesi di carcere per il tentato assalto al caveau della Mondialpol di Calcinato, nel bresciano. Dovrà scontare un residuo di pena di nove anni, sei mesi e venticinque giorni. Le indagini, coordinate dalla Procura Generale di Brescia con la collaborazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, hanno permesso di localizzarlo nel Foggiano, dove si era nascosto dopo la fuga dello scorso febbraio.
Morra, figura di spicco delle cosiddette "batterie cerignolane" – gruppi criminali specializzati negli assalti ai portavalori – era ricercato da mesi. Il suo nome era emerso con forza nell’inchiesta sulla rapina del marzo 2022, quando insieme a una trentina di complici aveva pianificato l’irruzione nel deposito valori armato di kalashnikov, mitragliette e munizioni da guerra. L’operazione era stata sventata sul nascere dalla polizia, che li aveva sorpresi in un capannone poco prima del blitz. Quella notte, oltre alle armi, erano stati sequestrati mezzi pesanti modificati per sfondare le pareti del caveau.
La latitanza di Morra, durata sette mesi, si è interrotta grazie a un’operazione congiunta che ha coinvolto reparti specializzati delle forze dell’ordine. Il suo arresto conferma l’efficacia delle indagini sulle cosche pugliesi attive nel Nord Italia, spesso legate a reati di estrema violenza. Quella delle "batterie cerignolane" è una filiera criminale ben radicata, che negli anni ha compiuto una lunga serie di assalti, sfruttando tecniche paramilitari e una rete di appoggi logistici.
Non è la prima volta che Morra finisce sotto i riflettori della magistratura: il suo profilo criminale lo colloca tra gli esponenti di rilievo di un’organizzazione che, oltre ai furti con destrezza, non disdegna l’uso di armi pesanti. L’episodio di Calcinato, in particolare, aveva evidenziato un modus operandi spregiudicato, con il gruppo pronto a tutto pur di mettere a segno il colpo.
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