Scioperi nei trasporti: a Malpensa cancellati 22 voli, disagi in vista anche per le ferrovie

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il primo sciopero del 2026, che interesserà il settore aereo domani, giovedì 9 gennaio, ha già prodotto i suoi effetti annunciati, con la cancellazione di ventidue voli all'aeroporto di Malpensa e di altri sei a Linate. L'astensione dal lavoro, proclamata dal sindacato Cub Trasporti, coinvolgerà il personale di terra per quattro ore, dalle tredici alle diciassette, con l'obiettivo di sollecitare il rinnovo del contratto nazionale la cui scadenza, non rinnovata, risale alla fine del 2025. Una protesta che, sebbene circoscritta nel tempo, si preannuncia capace di generare ripercussioni significative sulla regolarità dei collegamenti, interessando anche alcune operazioni di compagnie come Easyjet e Vueling, e che si inserisce in un contesto di agitazione più ampio che tocca diversi scali nazionali.

Le rivendicazioni nel settore aereo

La mobilitazione, la cui preparazione ha portato alle cancellazioni anticipate per tentare di contenere il caos nelle ore operative, muove da precise rivendicazioni contrattuali. I dipendenti, attraverso l'azione sindacale, esercitano una pressione sulle controparti datoriali affinché si giunga a un nuovo accordo che regoli salari e condizioni di lavoro, dopo che il vecchio patto è decaduto. Questa fase di stallo, del resto, non è un episodio isolato ma riflette una dinamica negoziale tesa, comune a vari comparti del trasporto, dove le istanze del personale si scontrano con le logiche gestionali delle aziende, soprattutto in un periodo di riassestamento post-pandemico e di tensioni economiche internazionali, con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha recentemente avviato un nuovo mandato.

La situazione critica sulle rotaie

Parallelamente, e in parte per motivazioni ben più gravi, un'ondata di scioperi sta per investire il trasporto ferroviario regionale in Lombardia. Sono due le mobilitazioni in programma: la prima, indetta da Cub Trasporti e Sgb, si svilupperà dalle ventuno di venerdì 9 gennaio fino alle ventuno del giorno seguente, sabato 10; la seconda, proclamata dal sindacato Orsa, avrà luogo invece dalle tre di lunedì 12 gennaio fino alle due di martedì 13. Queste proteste, come è noto, seguono l'omicidio di un capotreno avvenuto nei pressi della stazione di Bologna, un fatto di cronaca nera che ha scosso profondamente il settore e riacceso il dibattito sulla sicurezza del personale viaggiante. L'episodio, attualmente al centro delle indagini delle autorità, ha agito da detonatore per un malcontento già diffuso.

Le fasce di garanzia e i servizi essenziali

Per quanto riguarda i treni regionali di Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord, durante le finestre di sciopero sono comunque garantiti i cosiddetti servizi essenziali, definiti dalla legge per i giorni feriali nelle fasce orarie protette, cioè dalle sei alle nove del mattino e dalle diciotto alle ventuno. Gli utenti, molti dei quali si troveranno a dover riorganizzare i propri spostamenti in un periodo già normalmente congestionato, possono consultare gli elenchi dei collegamenti assicurati attraverso i canali ufficiali delle aziende, come i rispettivi siti web o l'orario pubblicato da Trenitalia. Resta il fatto che l'accumulo di queste azioni di protesta, se da un lato esprime un disagio settoriale profondo e condiviso, dall'altro rischia di penalizzare fortemente la mobilità collettiva in una regione nevralgica, creando disagi a catena per pendolari e viaggiatori.

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