La Cina investe troppo nell’AI: l’allarme degli economisti del regime

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Cina ha spinto così forte sull’intelligenza artificiale da alimentare nuovi dubbi sulla sostenibilità della strategia tecnologica di Pechino. Il dibattito internazionale sul primato nell’AI si è trasformato: dalla domanda su chi stia vincendo la sfida con gli Stati Uniti si è passati alla valutazione dei rischi legati a investimenti molto concentrati in questo settore.

Per lungo tempo l’attenzione degli analisti si è concentrata sulla capacità della Cina di ridurre il divario tecnologico con gli Stati Uniti attraverso enormi risorse destinate a ricerca, infrastrutture e sviluppo di nuovi modelli. Negli ultimi mesi, però, alcuni economisti cinesi hanno sollevato interrogativi sull’equilibrio della crescita nazionale, evidenziando il rischio che la priorità assegnata all’AI possa lasciare meno spazio alla soluzione di problemi strutturali dell’economia.

La questione riguarda il rapporto tra innovazione e fragilità interne. Il settore dell’intelligenza artificiale richiede grandi quantità di capitale, capacità di calcolo e infrastrutture avanzate, mentre Pechino deve affrontare altre difficoltà economiche legate al rallentamento della crescita e alla trasformazione del proprio modello produttivo. Il confronto sull’AI è quindi diventato anche un confronto sulle scelte di politica industriale.

L’intelligenza artificiale sarà uno dei temi affrontati nel vertice tra il presidente cinese Xi Jinping e Donald Trump alla Casa Bianca. Le due potenze puntano entrambe a rafforzare la propria posizione nel settore, ma restano profonde differenze su chip avanzati, capacità di calcolo, accesso ai modelli e regole di sicurezza.

L’obiettivo del confronto non riguarda soltanto la competizione tecnologica, ma anche la gestione dei rischi collegati a sistemi sempre più potenti. Tra le ipotesi discusse figura la creazione di strumenti di comunicazione per affrontare eventuali incidenti legati all’uso dell’AI in ambito strategico e militare.

Un episodio ha mostrato concretamente i timori legati agli errori prodotti dai sistemi artificiali. Un rapporto d’intelligence generato con il supporto dell’AI avrebbe spinto gli Stati Uniti a preparare l’intercettazione di una nave cinese in Medio Oriente, con militari pronti a intervenire e aerei già in volo prima che una verifica più approfondita individuasse l’errore.

Il caso è stato associato al fenomeno delle cosiddette allucinazioni dell’intelligenza artificiale, cioè risposte o analisi generate da un sistema senza una corrispondenza con dati reali. Gli esperti di sicurezza tecnologica hanno più volte segnalato che, quando questi strumenti vengono utilizzati in contesti delicati, informazioni errate possono produrre conseguenze operative molto gravi.

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