Psg e Arsenal a caccia della Champions, le scelte ufficiali di Luis Enrique e Arteta per la finale
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Redazione Sport
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Nella cornice della Puskás Aréna di Budapest, teatro della finale di Champions League 2026, le attese si sono concretizzate nelle scelte ufficiali dei due tecnici. Da una parte il Paris Saint-Germain, campione in carica, che si presenta all’appuntamento con una certezza quasi assoluta: Luis Enrique ha riproposto, fatta eccezione per l’estremo difensore, lo stesso blocco di movimento schierato dodici mesi fa nella vittoriosa finale contro l’Inter.
Dall’altra, l’Arsenal di Mikel Arteta – reduce dalla conquista della Premier League – prova a inserire quella combinazione di esperienza e freschezza che possa finalmente regalare il trofeo ai Gunners. Curiosamente, la differenza più evidente tra le due formazioni non sta solo nello stile di gioco, ma in una scelta quasi fisiologica: mentre i parigini puntano sulla continuità, i londinesi rimescolano le carte, lasciando a sorpresa qualche pedina importante in panchina.
Dieci undicesimi invariati per i campioni, Arteta lancia Mosquera e Lewis-Skelly
L’approccio di Luis Enrique, insomma, è una dichiaro di intenti: vincere senza stravolgere. Il PSG scende in campo con Safonov tra i pali – Donnarumma, com’è noto, è stato ceduto al Manchester City – mentre la linea difensiva a quattro vede Hakimi, Marquinhos, Pacho e Nuno Mendes a protezione della propria area. Il centrocampo, affidato a João Neves, Vitinha e Fabian Ruiz, ha il compito di alimentare il tridente d’attacco formato da Doué, Dembélé e Kvaratskhelia. Una macchina già rodata, quella parigina, che cerca il bis europeo senza rinnegare la propria identità.
Di tutt’altro tenore, invece, le scelte di Arteta. L’allenatore spagnolo dell’Arsenal ha deciso di lasciare fuori dall’undici titolare giocatori del calibro di Riccardo Calafiori e Viktor Gyökeres. Sorprende, in particolare, la fiducia accordata a Cristhian Mosquera – impiegato come terzino destro – e al giovanissimo Myles Lewis-Skelly in mediana. Il primo ha il non facile compito di contenere le sortite di Kvaratskhelia, mentre il secondo affiancherà Declan Rice per garantire dinamismo e copertura.
In attacco, a guidare la manovra, ci sarà Kai Havertz; l’ex Chelsea, forte del gol decisivo nella finale del 2021, è stato preferito proprio a Gyökeres.
Le formazioni ufficiali e il quadro tattico della finalissima
Questo, nel dettaglio, lo schieramento ufficiale comunicato negli spogliatoi ungheresi. Il PSG opta per un 4-3-3 speculare a quello dello scorso anno: Safonov; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes; João Neves, Vitinha, Fabian Ruiz; Doué, Dembélé, Kvaratskhelia. Un undici che trasuda potenza e tecnica, con l’obbligo – almeno sulla carta – di tenere alta la pressione sull’avversario.
L’Arsenal, dal canto suo, risponde con un 4-2-3-1 che lascia intravedere qualche preoccupazione di natura fisica: Raya; Mosquera, Saliba, Gabriel, Hincapié; Rice, Lewis-Skelly; Saka, Ødegaard, Trossard; Havertz. L’assenza di Timber, inizialmente dato in recupero, è stata risolta spostando Mosquera sull’out destro. Una scelta, quella di Arteta, coraggiosa: affidare la corsia più esposta a un difensore centrale di ruolo comporta un rischio calcolato, che potrebbe rivelarsi decisivo sia in fase di possesso sia nelle ripartenze avversarie.
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