Tamberi e Jacobs, il peso dell'oro di Tokyo quattro anni dopo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Quel doppio, storico brivido che scosse l’assonnata estate italiana il primo agosto di quattro anni fa, quando Gianmarco Tamberi e Marcell Jacobs conquistarono l’oro olimpico a Tokyo nel salto in alto e nei 100 metri in pochi, indimenticabili minuti, sembra oggi un ricordo lontano. Le imprese leggendarie, celebrate in un abbraccio avvolto dal tricolore, hanno lasciato il posto a una realtà più complessa e faticosa, fatta di fastidi muscolari e di performance che, inevitabilmente, fanno i conti con il passare del tempo.

Mentre Tamberi, fresco campione europeo con un monumentale salto a 2.37 a Roma, si ritrova ora a dover affrontare una situazione da "dentro o fuori" in una gara internazionale – circostanza peraltro non nuova per un atleta del suo calibro – Jacobs vive un momento di profonda riflessione. L’uomo più veloce d’Europa degli ultimi quattro anni, come ebbe a definirsi, ha infatti incontrato serie difficoltà nel qualificarsi per la finale dei 100 metri ai Mondiali, alimentando dubbi sul suo futuro.

A parlare, in conferenza stampa, è stato Filippo Tortu, suo compagno di quella staffetta 4x100 trionfale a Tokyo, il quale ha espresso solidarietà ma anche un velato timore. "Spero per tutti noi che ci sia e che continui anche nei prossimi anni", ha dichiarato Tortu in vista delle sue qualificazioni per i 200 metri, aggiungendo di avere a sua volta affrontato una stagione complicata da un fastidio muscolare durante il ritiro di Tokorozawa, prontamente gestito dallo staff medico della Fidal.

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