Milano, raffica di multe ai motociclisti sulla 90-91: il Comune annulla 90mila verbali per il cartello con lo scotch
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Redazione Interno
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Una bufera amministrativa, destinata a colpire decine di migliaia di utenti della strada, si è abbattuta sulla città di Milano nelle settimane successive alla conclusione delle Olimpiadi invernali. Quasi 30.000 multe erano già state notificate, con altrettante in procinto di esserlo e una terza tranche di sanzioni – per un totale di circa 90.000 verbali – pronta a essere estratta dai server della Polizia locale, quando l’amministrazione di Palazzo Marino ha compiuto un repentino dietrofront. L’oggetto del contendere riguardava il transito sulla corsia preferenziale della filoviaria 90/91, lungo i 9 chilometri di circonvallazione che collegano viale Serra a piazzale Lodi. Tra il 2 febbraio e il 18 marzo, in virtù di un accordo preso con gli organizzatori dei Giochi di Milano Cortina 2026 per agevolare i mezzi diretti alle sedi di gara, era stato istituito un divieto temporaneo per ciclomotori, motocicli e velocipedi, categorie solitamente derogate su quel tracciato.
La decisione di annullare in autotutela l’intero blocco di sanzioni, comunicata ufficialmente venerdì 27 marzo, è maturata dopo aver accertato una circostanza tanto singolare quanto rilevante dal punto di vista giuridico: il modo in cui era stata modificata la segnaletica stradale. Per segnalare la temporanea esclusione delle due ruote, gli addetti avevano infatti applicato del semplice nastro adesivo (lo “scotch”) sui cartelli esistenti, coprendo i simboli di moto e motorini. Una soluzione che, secondo la ricostruzione del Comune, ha generato “una situazione di difficile comprensione” per i conducenti, i quali – come ha sottolineato Palazzo Marino – potrebbero aver largamente disatteso il divieto spinti da una “consolidata consuetudine” a percorrere quella corsia.
Buona fede e rischio contenziosi dietro la scelta dell’autotutela
La scelta dell’annullamento non è stata meramente formale, ma si fonda su un principio giuridico ben preciso, richiamato nella nota ufficiale di piazza Scala: la “buona fede”. Un principio che, come specificato dal Comune facendo riferimento alla legge 689 del 1981, rileva come causa di esclusione della responsabilità amministrativa quando sussistano elementi oggettivi – nel caso specifico, la segnaletica ambigua – capaci di indurre l’automobilista a ritenere lecito un comportamento altrimenti sanzionabile. La consapevolezza, da parte dell’ente, che migliaia di cittadini si fossero trovati in quella situazione di equivoco – tanto che alcuni motociclisti avevano segnalato di aver ricevuto fino a diciotto verbali per lo stesso tratto – ha reso insostenibile la prosecuzione del procedimento sanzionatorio.
A spingere verso il dietrofront ha concorso anche un’analisi pragmatica delle conseguenze amministrative. Mantenere le multe avrebbe significato avviare una lunga e dispendiosa fase di contenziosi, con ogni probabilità destinata a concludersi con l’accoglimento dei ricorsi. Per questo motivo, l’Amministrazione ha ritenuto che la strada più corretta, in conformità all’interesse pubblico, fosse quella di procedere con l’annullamento d’ufficio delle sanzioni. In concreto, per i cittadini che hanno già ricevuto la notifica a casa, l’effetto è immediato: chi non ha ancora pagato non dovrà versare alcuna somma, mentre chi ha già provveduto al pagamento potrà inoltrare un’istanza di rimborso secondo le modalità che verranno indicate dal Comune.
Un provvedimento eccezionale che svela le criticità della gestione olimpica
L’episodio getta luce sulle difficoltà operative che possono emergere nella gestione della mobilità durante grandi eventi. Il provvedimento, adottato per garantire la fluidità del traffico verso le sedi olimpiche, era stato annunciato e rientrava nel piano viabilità predisposto per Milano Cortina 2026. Tuttavia, l’esecuzione materiale della segnaletica – affidata a una soluzione provvisoria come l’applicazione di nastro adesivo su segnali permanenti – ha finito per vanificare l’obiettivo della chiarezza normativa. Il fatto che si sia reso necessario l’annullamento di novantamila verbali dimostra la portata dell’equivoco generato tra gli utenti, abituati a transitare liberamente su quella direttrice.
La scelta dell’autotutela, in questo contesto, rappresenta per l’ente un modo per riconoscere un errore senza attendere l’esito di migliaia di ricorsi individuali. Se da un lato l’annuncio chiude il capitolo delle sanzioni per quel periodo specifico, dall’altro lascia aperta una riflessione sulla gestione della comunicazione stradale in situazioni emergenziali, dove la rapidità delle modifiche non può prescindere dalla necessaria precisione degli strumenti utilizzati per informare i cittadini.




