Milano, il Comune cancella le multe alle moto sulla 90-91: Sala ammette l’errore della segnaletica “fatta con lo scotch”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Si chiude con un’ammissione di responsabilità, destinata a pesare come un macigno sulla credibilità dell’amministrazione, la vicenda delle multe comminate ai motociclisti milanesi durante il periodo dei Giochi Olimpici Invernali. Palazzo Marino, dopo settimane di una disputa che aveva alimentato malumori e polemiche sorde, ha fatto marcia indietro in modo netto: migliaia di verbali, quelli staccati per il transito non autorizzato lungo le corsie preferenziali riservate alla filoviaria 90/91, saranno annullati in autotutela. A ufficializzare la retromarcia è stato il primo cittadino, Giuseppe Sala, il quale ha utilizzato parole che lasciano poco spazio a interpretazioni, parlando esplicitamente di un errore dell’apparato comunale nella gestione della segnaletica.

Il cuore della questione, come emerso dalle dichiarazioni rese dallo stesso sindaco, risiede nella natura effimera e poco ortodossa della segnaletica installata in quei giorni. Sala ha rivelato di aver verificato personalmente le modalità con cui era stata predisposta la regolamentazione temporanea, scoprendo che l’operazione era stata condotta in modo approssimativo. L’immagine evocata dal primo cittadino, quella di una segnaletica “fatta con lo scotch”, ha fotografato una disorganizzazione che di fatto ha reso le sanzioni sostanzialmente illegittime. Un’ammissione che trasforma quella che doveva essere una misura di rigore per garantire la fluidità durante l’evento sportivo in un episodio di cattiva amministrazione, con ricadute dirette sulle tasche di migliaia di cittadini.

Dal punto di vista operativo, la decisione di Palazzo Marino investe un arco temporale preciso: tutte le contravvenzioni elevate ai conducenti di ciclomotori, motocicli e velocipedi che hanno utilizzato la corsia riservata alla filoviaria tra il 2 febbraio e il 18 marzo scorsi verranno cancellate. L’annullamento avverrà d’ufficio, sollevando i destinatari dall’onere di impugnare personalmente il provvedimento. Per chi, invece, avesse già provveduto al pagamento della somma prevista, il sindaco ha garantito la possibilità di richiedere il rimborso integrale, assicurando che le procedure saranno portate a termine con tempestività. Si tratta di un numero considerevole di verbali, frutto di un’attività di controllo che nelle intenzioni doveva rappresentare un “pugno di ferro” contro le infrazioni, ma che si è risolta in un boomerang per l’ente locale.

L’autotutela come unica via d’uscita dopo l’effetto olimpico

La genesi di questa retromarcia affonda le radici nella complessa macchina organizzativa messa in moto per accogliere l’evento internazionale. La Fondazione Milano-Cortina, spiega Sala, aveva espresso la necessità di contenere il traffico per favorire gli spostamenti legati alla manifestazione. Tuttavia, l’esecuzione pratica di quella direttiva è stata affidata a un apparato burocratico che, nell’emergenza, ha prodotto un’installazione segnaletica carente. L’amministrazione, nel verificare la fondatezza dei ricorsi o semplicemente nel riesaminare i fatti, si è trovata di fronte a un vizio di forma insanabile: se la prescrizione non è stata comunicata in modo chiaro e conforme, le sanzioni perdono il loro presupposto legale.

L’annuncio del primo cittadino, arrivato a distanza di settimane dall’inizio delle contestazioni, rappresenta quindi un atto dovuto più che una scelta politica. Con l’autotutela, il Comune evita il rischio di vedersi opporre migliaia di ricorsi al giudice di pace, con l’aggravante di dover sostenere ulteriori spese processuali e l’inevitabile danno d’immagine derivante da una sentenza sfavorevole. La figura dell’ente, in questo frangente, esce comunque indebolita: l’immagine del “pugno di ferro” si è trasformata in un’ammissione di leggerezza operativa, dove l’urgenza dettata dal calendario olimpico ha prevalso sulla necessaria precisione amministrativa.

Le procedure per i rimborsi e la gestione dei verbali già saldati

Per i cittadini coinvolti, la partita si sposta ora sul piano delle procedure burocratiche. L’invito lanciato dal sindaco è stato categorico: chi ha ricevuto la multa non deve procedere al pagamento, attendendo il formale annullamento del verbale. Per chi, invece, aveva già saldato la sanzione, spesso per usufruire dello sconto del 30% entro i cinque giorni dalla contestazione, si apre la fase della richiesta di rimborso. Palazzo Marino si è impegnato a definire le modalità per ottenere la restituzione delle somme versate, un passaggio che, dato il volume di verbali emessi, comporterà un esborso non trascurabile per le casse comunali.

L’intera vicenda getta una luce critica sulla capacità di pianificazione dell’amministrazione di fronte a eventi di portata internazionale. Ciò che emerge, al di là della specifica questione dei motociclisti, è una discontinuità tra l’annuncio di misure restrittive severe e la loro effettiva implementazione materiale sul territorio. La segnaletica “con lo scotch” diventa così il simbolo di una gestione approssimativa, che ha finito per trasformare i cittadini da fruitori di un servizio (la mobilità durante l’evento) a bersagli di un’azione repressiva basata su presupposti fragili. Il passo indietro dell’ente, pur necessario a ristabilire un principio di legalità, lascia aperta la riflessione sull’efficacia dei controlli esercitati in quelle settimane.

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