Elicottero precipita nel Mantovano, muore il pilota Marco Pavan
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Redazione Interno
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Un elicottero, che aveva spiccato il volo dalla piemontese Costigliole d’Asti con destinazione l’aeroporto di Verona, si è schiantato in un campo nella mattinata di venerdì, spezzando la vita del suo unico occupante, il pilota Marco Pavan. L’uomo, che di anni ne aveva 57 ed era originario di Torino, prestava servizio per una ditta specializzata nel settore, la Heliwest, e conduceva un velivolo immatricolato come I-Lash quando, intorno alle 10.40, il suo viaggio si è interrotto tragicamente nelle campagne a cavallo tra le province di Mantova e Cremona, precisamente nella zona di Casalromano, in località Fontanella Grazioli. A rendere ancor più drammatico l’accaduto, le circostanze che hanno preceduto l’impatto al suolo: l’apparecchio, mentre procedeva a bassa quota in un’area dove la visibilità era segnalata come scarsa, ha impattato contro un cavo in acciaio dell’Enel, un’improvvisa e fatale trappola che ne ha causato la perdita di controllo e il conseguente rovinoso precipitare.
L'allarme e i soccorsi
A lanciare l’allarme, dopo aver udito il rombo del sorvolo e, subito dopo, un boato sinistro, è stato un agricoltore del posto che, accortosi della gravità della situazione, si è immediatamente precipitato verso il luogo dello schianto per poi allertare i soccorsi. Sul posto, oltre ai sanitari dell’Areu – l’Agenzia regionale emergenza urgenza che ha coordinato gli interventi –, sono intervenuti con prontezza i vigili del fuoco e i carabinieri, i quali hanno purtroppo potuto solo constatare il decesso del pilota, per il quale non vi era ormai più nulla da fare. Le operazioni di soccorso, sebbene tempestive, si sono così trasformate in un doloroso accertamento dei fatti, avviando le indagini per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente che ha privato un uomo del suo futuro.
Le indagini in corso
I militari dell’Arma e i tecnici specializzati sono ora al lavoro per fare piena luce sulla sciagura, esaminando con attenzione i rottami dell’elicottero e il punto dell’impatto con il cavo, il quale era sospeso tra tralicci in cemento. L’inchiesta, che procede senza sosta, si concentra su ogni possibile elemento, dalle condizioni meteorologiche del momento allo stato del velivolo, senza tralasciare alcun dettaglio che possa aver contribuito a questo esito tanto crudele. L’obiettivo principale è quello di comprendere come un volo di routine si sia potuto trasformare in una trappola mortale, unendo alla necessità di giustizia il desiderio di prevenire che simili tragedie possano ripetersi.
Il ricordo della vittima
Marco Pavan, il cui nome completo era Marco Eusebio Pavan, lascia un vuoto incolmabile in quanti lo conoscevano e lavoravano con lui, un professionista del cielo che aveva dedicato la sua vita a un mestiere che richiede passione e perizia. La sua scomparsa, così improvvisa e violenta, rimane una ferita aperta non solo per i suoi familiari e colleghi, ma per tutti coloro che credono nel valore della sicurezza del volo. La sua storia, bruscamente interrotta in un campo di provincia, diventa un monito silenzioso sui pericoli che a volte si nascondono anche dietro le operazioni più consuete, laddove un singolo, tragico istante basta a cambiare tutto.




