Il golfista Pavan precipita nel vano ascensore a Città del Capo: sei ore di intervento per salvargli la spalla e la schiena

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La dinamica dell'incidente, per quanto banale possa sembrare raccontarla a posteriori, cela una tragedia sfiorata che avrebbe potuto stravolgere per sempre l'esistenza del golfista romano. Era mercoledì 25 febbraio quando Andrea Pavan, trentaseienne professionista in Sudafrica per partecipare all'Investec South African Open in programma allo Stellenbosch Golf Club, si è presentato davanti alle porte dell'ascensore nella struttura privata che lo ospitava nei pressi del campo da golf. Le porte scorrevoli, come da routine, si sono aperte regolarmente al suo piano; ciò che Pavan non poteva vedere, preso forse dalla fretta di recuperare un oggetto dimenticato in camera o semplicemente distratto dal telefono, era l'assenza della cabina. Il vano era vuoto, un baratro profondo due piani e mezzo – tre secondo altre ricostruzioni – e il golfista vi è precipitato all'interno, impattando violentemente contro le strutture in cemento e metallo durante la caduta. Un volo nel vuoto che gli è costato fratture multiple alle vertebre e un gravissimo danno alla spalla, lesioni che hanno reso necessario un immediato e complesso intervento chirurgico della durata di sei ore presso la struttura ospedaliera Mediclinic di Stellenbosch.

Le condizioni cliniche e l'intervento durato sei ore

I chirurghi che hanno preso in carico il paziente si sono trovati di fronte a un quadro clinico estremamente complesso: le vertebre compromesse richiedevano un'attenzione minuziosa per scongiurare il rischio di danni neurologici permanenti, mentre alla spalla, l'articolazione che per un atleta del suo calibro rappresenta il fulcro del gesto tecnico, è stata applicata una placca metallica. Nonostante la violenza dell'impatto – una caduta da un'altezza che si aggira tra i sette e i nove metri – i sanitari riferiscono di un Pavan vigile, capace di muovere gli arti inferiori nonostante l'intorpidimento residuo dovuto all'anestesia, un dettaglio che fa ben sperare per il recupero delle funzioni motorie. I colleghi italiani in gara, Francesco Laporta, Matteo Manassero e Gregorio De Leo, lo hanno raggiunto in ospedale non appena diffusa la notizia, descrivendo un uomo dolorante ma perfettamente cosciente della gravità di quanto gli è accaduto e, per certi versi, della fortuna di essere ancora qui a raccontarlo, dato che un impatto con la testa o una diversa dinamica avrebbero potuto chiudere la partita in modo irreversibile.

L'incidente nel dettaglio e la lunga degenza forzata

Sembra che il professionista, accortosi di aver dimenticato le chiavi dell'armadietto negli spogliatoi, fosse rientrato di corsa nella sua camera per recuperarle, e nel rimettere in moto l'ascensore per ridiscendere, si sia gettato in avanti senza accorgersi dell'assenza della cabina. Un attimo di distrazione fatale, amplificato dalla fretta di non voler arrivare in ritardo al tee di partenza, che poteva costargli la vita. La conseguenza immediata, oltre allo spavento e alle ferite, è una prognosi che lo costringerà a rimanere in Sudafrica per almeno sei settimane, il tempo necessario per garantire che la fase post-operatoria più delicata si svolga sotto stretto controllo medico, prima persino di poter ipotizzare un rientro in aereo verso casa, in Texas, dove la moglie Audra e i tre figli lo attendono. Il DP World Tour, pur nel rispetto della privacy medica del tesserato, ha diramato un breve messaggio di sostegno, confermando il forfait dell'azzurro dalla competizione sudafricana, mentre il Sunshine Tour locale si è attivato per supportare lo staff e la famiglia nelle complesse procedure di assistenza in un paese straniero.

La reazione del mondo del golf e il sostegno degli amici

Matt Van Zandt, ex compagno di college ai tempi della Texas A&M, ha lanciato una raccolta fondi per far fronte alle ingenti spese mediche che inevitabilmente un infortunio di questa portata comporta, soprattutto in un sistema sanitario privato come quello sudafricano, e nel suo messaggio ha voluto sottolineare come lo spirito del golfista non sia affatto spezzato: "È di buon umore, grato di essere vivo e in FaceTime con i suoi bambini", ha raccontato, aggiungendo che Audra, la moglie, è già in volo per raggiungerlo. L'incidente, avvenuto in una struttura ricettiva che ospitava diversi giocatori, ha inevitabilmente sollevato più di un interrogativo sulla manutenzione e la sicurezza dell'impianto: come sia possibile che le porte di un ascensore si aprano senza che la cabina sia effettivamente presente al piano è un mistero su cui le autorità locali sono chiamate a fare piena luce, anche se per il momento l'attenzione di tutti rimane focalizzata esclusivamente sulle condizioni di salute di Pavan e sul suo percorso di recupero, che si preannuncia lungo e faticoso.

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