Il golfista Andrea Pavan cade nel vano ascensore in Sudafrica: un volo di tre piani e un lungo intervento chirurgico

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La dinamica dell’incidente, per quanto banale possa sembrare a un primo e superficiale sguardo, cela in realtà una sequenza di eventi tanto tragica quanto sfortunata. Andrea Pavan, trentaseienne golfista romano con un passato da campione universitario in America e due vittorie nel DP World Tour all’attivo, si trovava a Stellenbosch, graziosa cittadina universitaria non lontana da Città del Capo, per partecipare al South African Open. Mercoledì 25 febbraio, nella fretta di recuperare delle chiavi dimenticate nella stanza dove alloggiava — una struttura privata che ospita diversi giocatori — ha richiamato l’ascensore. Le porte si sono aperte regolarmente al suo piano, ma la cabina, per un malfunzionamento che sarà al centro di un’inchiesta, non era lì; Pavan ha fatto un passo in avanti ed è precipitato per tre piani nel vuoto. L'impatto, come si può facilmente immaginare, è stato violentissimo e gli ha causato danni seri alla colonna vertebrale, con fratture a diverse vertebre, e lesioni importanti a una spalla.

Un intervento di sei ore e la consapevolezza di essersela cavata

Soccorso immediatamente e trasportato d'urgenza in ospedale, il golfista è stato sottoposto a un delicatissimo intervento chirurgico della durata di circa sei ore. I chirurghi dell'ospedale Mediclinic, dove Pavan è tuttora ricoverato, gli hanno applicato una placca alla spalla e operato la schiena per stabilizzare le fratture vertebrali. Nelle ore immediatamente successive all'operazione, nonostante l'intorpidimento dovuto all'anestesià, Pavan era vigile, cosciente e, cosa della massima importanza per un atleta, in grado di muovere le gambe: un segnale che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a familiari, amici e colleghi. Tra questi, i compagni azzurri Francesco Laporta, Matteo Manassero e Gregorio De Leo sono stati tra i primi a fargli visita in ospedale, trovandolo lucido e consapevole del rischio mortale che aveva corso. Una consapevolezza, quella di essere vivo per miracolo, che traspare anche dal messaggio di ringraziamento diffuso nelle ultime ore dal DP World Tour e ripreso dalla Federgolf: un testo in cui Pavan, oltre a ringraziare per l'affetto ricevuto, ha voluto sottolineare la professionalità e la dedizione del personale sanitario sudafricano e il sostegno ricevuto dal mondo del golf, compreso quello dell'uomo d'affari Johann Rupert e di sua moglie Gaynor.

Lunga riabilitazione e incertezza sul futuro professionale

Ora, per Andrea Pavan, si apre un capitolo completamente nuovo e altrettanto duro, forse più di qualsiasi torneo affrontato in carriera: quello della riabilitazione. Le sue condizioni, pur serie, non sono mai state considerate in pericolo di vita, ma il percorso di recupero si preannuncia lungo e complesso. A causa delle fratture e delle operazioni subite, i medici gli hanno imposto di rimanere in Sudafrica per almeno sei settimane: il suo, in questa fase, non sopporterebbe le sollecitazioni di un volo aereo e la permanenza in altitudine potrebbe rivelarsi controproducente, se non pericolosa. Durante questa lunga attesa forzata, Pavan sarà raggiunto dalla moglie Audra e dai loro tre figli, che al momento si trovano nella loro residenza in Texas. Nel frattempo, un suo ex compagno di squadra alla Texas A&M University, Matt Van Zandt, ha lanciato una raccolta fondi per sostenere le spese mediche e l'ingente soggiorno prolungato, data anche l'incertezza che aleggia sul futuro agonistico del golfista: non c'è alcuna certezza, al momento, che Pavan possa tornare a giocare a golf ai livelli precedenti l'incidente.

I retroscena di un attimo di distrazione

A rendere la vicenda ancora più assurda, se possibile, è la ricostruzione di quei concitati momenti precedenti la caduta. Pavan era in ritardo per recarsi al campo dello Stellenbosch Golf Club, dove era atteso per il torneo. Rientrato in camera per recuperare le chiavi dell'armadietto degli spogliatoi, dimenticate nella fretta, aveva poi richiamato l'ascensore per scendere. Le porte, come detto, si sono aperte e lui — probabilmente con la testa già rivolta alla gara e al da farsi — è entrato di corsa, senza accorgersi dell'assenza della cabina. Un attimo di distrazione, fatale. Sul caso, come è ovvio che sia, è stata aperta un'inchiesta per accertare le responsabilità del malfunzionamento dell'impianto e la mancata osservanza delle norme di sicurezza in quella struttura privata che ospitava i giocatori. Una caduta di tre piani che poteva avere conseguenze ben più tragiche e che invece lascia Andrea Pavan qui, a raccontarla, con davanti a sé mesi di duro lavoro. Il golfista, nel suo messaggio, ha voluto ringraziare uno a uno tutti coloro che in queste ore lo stanno sostenendo, dimostrando una forza d'animo che, in questo momento, vale quanto — se non più — di un trofeo.

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