Drone ucraino esplode in Bulgaria vicino al gasdotto Transbalcanico
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Redazione Esteri
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Un drone ucraino è esploso in Bulgaria nella zona di Kardam, vicino al confine con la Romania e a poca distanza dal gasdotto Transbalcanico che collega l’Ucraina alla Turchia. L’episodio è avvenuto l’8 agosto 2026 nel Nord-Est del Paese, in un’area vicina al Mar Nero, senza provocare vittime né danni agli edifici o alle infrastrutture. Secondo il ministero della Difesa bulgaro, il velivolo senza pilota sarebbe entrato nello spazio aereo bulgaro dalla Romania e sarebbe stato identificato come un drone-esca del tipo Maya, un modello ampiamente utilizzato dalle forze armate ucraine.
La presenza del drone vicino al gasdotto Transbalcanico ha portato le autorità bulgare ad avviare verifiche e a intervenire sul piano diplomatico. Il ministero degli Esteri bulgaro ha annunciato la convocazione dell’ambasciatrice ucraina a Sofia dopo l’esplosione del velivolo, avvenuta nelle vicinanze di un’infrastruttura energetica considerata rilevante per i collegamenti tra l’area ucraina e quella turca. L’incidente non ha causato conseguenze materiali, ma la posizione del punto in cui è avvenuta l’esplosione ha attirato l’attenzione delle autorità.
Le dichiarazioni di Bulgaria e Ucraina dopo l’esplosione del drone
Il ministero della Difesa bulgaro ha riferito che il drone entrato nel territorio nazionale sarebbe riconducibile all’Ucraina. Kiev ha definito l’accaduto un errore, mentre le autorità di Sofia hanno scelto di convocare la rappresentante diplomatica ucraina per chiedere chiarimenti sull’episodio. Il caso si inserisce dopo gli allarmi registrati nei giorni precedenti in Polonia, Romania e Germania legati alla presenza di droni, con il nuovo episodio che ha coinvolto direttamente il territorio bulgaro.
Il drone è esploso vicino a Kardam, una zona situata a breve distanza dal confine romeno, senza colpire persone o strutture. Le informazioni diffuse dalle autorità indicano che il velivolo non ha provocato danni al gasdotto Transbalcanico, ma la sua caduta in prossimità dell’infrastruttura energetica ha reso necessario un intervento da parte degli organismi istituzionali bulgari. L’identificazione del modello Maya e il riferimento al suo utilizzo da parte delle forze armate ucraine sono elementi citati dal ministero della Difesa di Sofia.
Il contesto delle tensioni e le parole di Zelensky
L’episodio del drone in Bulgaria si è verificato mentre il dibattito internazionale sulla guerra continua a concentrarsi anche sugli spostamenti e sui possibili sviluppi militari. Il presidente ucraino Zelensky ha dichiarato che la Russia potrebbe schierare tra 30mila e 50mila soldati nordcoreani sul proprio territorio. Secondo quanto affermato da Zelensky, inizialmente si parlava di numeri più contenuti, poi di migliaia di persone, fino alla decisione di un dispiegamento più ampio.
Le dichiarazioni del presidente ucraino riguardano la presenza di militari nordcoreani in Russia e il loro coinvolgimento nello studio della guerra. Nelle stesse ore, il caso del drone esploso in Bulgaria ha riportato l’attenzione sulla sicurezza dello spazio aereo e sulla vicinanza tra episodi legati ai velivoli senza pilota e infrastrutture considerate strategiche. Il governo bulgaro ha collegato l’intervento diplomatico con l’identificazione del drone come ucraino e con la necessità di chiarire quanto accaduto.
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