Us Open, l'azzurro Musetti si allena con Federer sull'Arthur Ashe: "Qui è stata una serie surreale"
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Redazione Sport
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Lorenzo Musetti ha vissuto una notte da sogno a New York, a poche ore dall'inizio del singolare maschile degli Us Open. Il tennista di Carrara, dopo aver incrociato le racchette con Novak Djokovic circa 24 ore prima, si è ritrovato sul Centrale del Flushing Meadows Park a condividere il campo con un'altra icona assoluta del tennis, quel Roger Federer che, nonostante l’età e il ritiro, continua a far litigare il pubblico per un posto in tribuna.
L'occasione, un allenamento di lusso sull'Arthur Ashe Stadium, ha regalato all'azzurro un'esperienza unica a pochi giorni dal via dell'ultimo Slam stagionale, regalando al contempo un'immagine che resterà impressa nella memoria degli appassionati italiani.
L'elvetico protagonista di una notte di esibizioni e ricordi
Federer, che sarà il grande attrattore della notte tra oggi e domani, non si limiterà a qualche scambio in allenamento. Il campione svizzero è atteso per un’esibizione di lusso che prevede un singolare contro Andy Roddick per poi scendere in doppio in coppia con John McEnroe, a sfidare Andre Agassi e di nuovo Roddick. Una carrellata di leggende che riporta indietro le lancette del tempo, in una manifestazione che di solito celebra il presente ma che, per una notte, si fa custode di un passato glorioso.
La presenza di Federer, del resto, ha letteralmente scatenato il tutto esaurito persino per le sessioni di allenamento, con la gente che si accalcava per vedere il fuoriclasse elvetico impugnare nuovamente la racchetta su quei campi che lo hanno visto dominare in lungo e in largo.
Federer in conferenza: i cinque titoli consecutivi e il tema degli infortuni
Nel corso della tradizionale conferenza stampa, Federer ha ripercorso i momenti più emozionanti della sua carriera allo Us Open, soffermandosi su quell'impresa che ancora oggi appare come un miraggio per molti suoi colleghi. "I momenti più emozionanti qui sono stati con la serie di cinque vittorie consecutive, una cosa surreale visto quanto sia difficile vincere qui", ha dichiarato lo svizzero, quasi stupito dall'eco che ancora oggi suscita quell'impresa.
Il fuoriclasse di Basilea ha poi allargato il discorso al tennis contemporaneo, toccando un tema caldo come quello degli infortuni che stanno condizionando il circuito: "Serve equilibrio e un riposo adeguato", ha ammonito, lanciando un monito che risuona come un consiglio alle nuove generazioni. Le sue parole, asciutte e al contempo cariche di esperienza, hanno tracciato un filo diretto tra il suo passato di dominatore e le difficoltà fisiche che affliggono molti dei giovani talenti di oggi, chiamati a gestire carichi di lavoro sempre più pesanti.
Il ritorno che scatena il tutto esaurito e l'abbraccio con Musetti
"Chi è quel ragazzo che non gioca a tennis da 6 anni e riempie ancora uno stadio?", si sono chiesti in molti, osservando la folla radunarsi intorno al Centrale. Federer non disputa una partita agli Us Open dal 2019 e non gioca un set di singolare dal 2021, eppure il fascino del suo tennis è rimasto intatto. A 45 anni, il suo nome basta a far scattare la molla della nostalgia e dell'ammirazione, trasformando ogni sua apparizione in un evento.
Per Musetti, condividere il campo con un simile monumento del tennis è stata un'occasione imperdibile per assorbire qualche segreto del mestiere e per scambiare colpi con un maestro che ha rivoluzionato il modo di intendere questo sport, in un'atmosfera che mescolava il rigore dell'allenamento alla leggerezza di un sogno che si realizza.
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