Stellantis rinuncia all’idrogeno: una scelta inevitabile che solleva dubbi sul futuro della mobilità
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Redazione Economia
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La decisione di Stellantis di sospendere lo sviluppo dei furgoni a idrogeno, rinviandone l’arrivo a dopo il 2030, non coglie del tutto di sorpresa chi ha seguito da vicino le difficoltà dell’industria europea nel sostenere i costi della transizione energetica. Eppure, il retromarcia del colosso automobilistico – che ha definitivamente archiviato il programma dedicato alle celle a combustibile – lascia intravedere le contraddizioni di un settore in bilico tra innovazione e realtà economica.
I motivi di questa scelta, comunicata senza giri di parole, affondano in problemi ben noti: l’assenza di una rete capillare di rifornimento, gli investimenti proibitivi e la mancanza di incentivi sufficienti a rendere appetibile questa tecnologia per il mercato di massa. Sebbene l’idrogeno fosse stato indicato da molti come una soluzione promettente per la decarbonizzazione dei trasporti pesanti, Stellantis ha preferito concentrarsi su altre priorità, lasciando cadere un progetto che pure aveva suscitato non poche aspettative.
Quella che potrebbe sembrare una mossa dettata dalla prudenza finisce però per alimentare timori più ampi. Se un gruppo con le risorse e la portata globale di Stellantis rinuncia a puntare sull’idrogeno, è lecito chiedersi quanto l’Europa sia realmente pronta a sostenere una transizione energetica ambiziosa. Senza politiche chiare e infrastrutture adeguate, persino le tecnologie più promettenti rischiano di arenarsi, lasciando spazio a soluzioni più conservative.
Intanto, il settore automotive continua a navigare in acque turbolente. La notizia della sospensione del progetto arriva in un momento già segnato da incertezze, con molti costruttori costretti a rivedere i piani a causa della crisi economica e delle pressioni normative. Se da un lato l’obiettivo di una mobilità sostenibile rimane prioritario, dall’altro le strade per raggiungerlo si fanno sempre più complesse, costringendo i giganti dell’auto a scelte dolorose.




