Screening pediatrico per diabete di tipo 1 e celiachia, il decreto attuativo è in Gazzetta Ufficiale

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il programma nazionale di screening per il diabete di tipo 1 e la celiachia nella popolazione pediatrica compie un passo decisivo verso l'attuazione concreta. Il decreto del Ministro della Salute, firmato il 7 agosto 2026 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'8 ottobre, definisce l'organizzazione di un sistema di diagnosi precoce rivolto ai bambini che hanno compiuto cinque anni e non hanno ancora raggiunto il settimo compleanno. La misura dà esecuzione alla legge 130 del 2023, che aveva istituito il programma senza indicare la fascia d'età da sottoporre ai controlli.

L'entrata in vigore del provvedimento è fissata per l'8 aprile 2027, sei mesi dopo la pubblicazione, e l'attivazione sul territorio sarà graduale, affidata alle Regioni e alle Province autonome di Trento e di Bolzano.

Come funziona il prelievo e cosa cercano gli esami

Il test consiste in un prelievo di sangue capillare, una piccola puntura sul dito, da cui si ottiene una modesta quantità di sangue raccolta in una micro-provetta. I campioni vengono poi inviati ai laboratori di riferimento individuati dalle Regioni, che analizzano la presenza di specifici marcatori seriologici. Per il diabete di tipo 1 la ricerca riguarda gli autoanticorpi diretti contro la decarbossilasi dell'acido glutammico, l'insulina, la proteina IA-2 e il trasportatore dello zinco ZnT8.

Per la celiachia si procede alla determinazione degli anticorpi anti-transglutaminasi di classe IgA e IgG. I risultati sono raccolti in una piattaforma informatica nazionale gestita dall'Istituto Superiore di Sanità, con dati pseudonimizzati e conservati fino al compimento dei sedici anni da parte dei bambini coinvolti.

La positività allo screening non equivale a una diagnosi. I bambini con risultati sospetti vengono indirizzati ai centri clinici specialistici regionali per gli approfondimenti necessari, che possono comprendere ulteriori esami ematici e, per la celiachia, la conferma bioptica. Questo passaggio è considerato cruciale per evitare diagnosi improprie e per gestire con appropriatezza il percorso di conferma diagnostica.

Il progetto pilota D1CeScreen e i dati emersi

Prima dell'avvio del programma nazionale, il Ministero della Salute e l'Istituto Superiore di Sanità hanno condotto lo studio propedeutico D1CeScreen, attivato in quattro Regioni: Lombardia, Marche, Campania e Sardegna. Il progetto ha coinvolto 5.363 bambini distribuiti in tre fasce d'età (2, 6 e 10 anni), arruolati grazie alla collaborazione di 429 pediatri di libera scelta.

I risultati, presentati nel corso del 2025, hanno mostrato una positività allo screening per il diabete di tipo 1 pari allo 0,97 per cento, mentre per la celiachia la quota di bambini con anticorpi anti-transglutaminasi IgA è risultata del 2,8 per cento. I soggetti positivi sono stati avviati ai centri clinici di riferimento per la conferma diagnostica.

Marco Silano e Umberto Agrimi dell'Istituto Superiore di Sanità, responsabili del progetto rispettivamente per la parte sul diabete di tipo 1 e per quella sulla celiachia, hanno sottolineato come la prevalenza degli autoanticorpi contro il diabete di tipo 1 sia paragonabile a quella osservata in altri Stati europei, mentre per la celiachia è possibile che vi sia un aumento rispetto alle stime precedenti, da quantificare però su un campione più ampio e dopo la verifica diagnostica.

Lo studio ha inoltre evidenziato un'elevata disponibilità sia dei pediatri di famiglia sia dei laboratori analitici a partecipare al programma, e ha mostrato l'efficacia dello screening nei soggetti asintomatici, favorendo l'attivazione di percorsi di follow-up e interventi terapeutici tempestivi.

Consenso informato e chiamata attiva

La partecipazione al programma è gratuita nell'ambito del servizio sanitario pubblico e su base volontaria. Prima dell'esecuzione del test è necessario acquisire il consenso informato di entrambi i genitori, oppure del soggetto che esercita la responsabilità genitoriale secondo le condizioni previste dal decreto.

L'invito a sottoporsi allo screening è collegato alla chiamata vaccinale già prevista dal calendario nazionale per la fascia d'età interessata, una scelta organizzativa che consente alle aziende sanitarie di utilizzare un sistema di convocazione esistente e di facilitare il contatto con le famiglie. Le Regioni dovranno predisporre materiale informativo chiaro e comprensibile, disponibile anche nelle lingue maggiormente diffuse sul territorio, per illustrare le finalità dello screening, le modalità di esecuzione e il trattamento dei dati personali.

L'Osservatorio nazionale e il finanziamento del programma

Il decreto prevede il coinvolgimento dell'Osservatorio nazionale sul diabete di tipo 1 e sulla celiachia, istituito nel 2024 presso il Ministero della Salute, con il compito di studiare ed elaborare le risultanze dello screening e di pubblicare annualmente una relazione nel sito istituzionale del Ministero. Sul piano finanziario, la legge 130 del 2023 aveva autorizzato una spesa di 3,85 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025 e di 2,85 milioni di euro annui a decorrere dal 2026, con una quota di 50.000 euro destinata alla piattaforma informatica nazionale.

Le risorse vengono ripartite tra le Regioni e le Province autonome in base al numero dei nuovi nati rilevato dall'Istat.

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