L’Ue blocca l’acquisizione di Moby da parte di Msc, a rischio 5 mila posti di lavoro
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Redazione Economia
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La trattativa per il salvataggio di Moby, che avrebbe dovuto passare sotto il controllo del gruppo Msc, si è interrotta bruscamente dopo l’intervento dell’Antitrust europeo. La decisione, che rischia di lasciare sul lastrico migliaia di lavoratori, è stata presa a seguito delle preoccupazioni sollevate dall’Autorità garante della concorrenza, la quale ha individuato «possibili violazioni dell’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea», norma che vieta intese anticoncorrenziali e abusi di posizione dominante.
Msc, la compagnia di navigazione italo-svizzera guidata dalla famiglia Aponte, ha dunque rinunciato all’acquisto e ha annunciato la cessione del 49% della società all’armatore Vincenzo Onorato, azionista di maggioranza e storico volto del trasporto marittimo italiano. La mossa arriva dopo mesi di trattative e un’istruttoria avviata lo scorso novembre, quando l’Agcm aveva espresso dubbi sul rischio di monopolio nelle rotte verso la Sardegna, già dominate da Moby e dalla controllata Gnv.
L’indagine si era concentrata soprattutto sui legami strutturali tra le due compagnie, che avrebbero potuto limitare la concorrenza nel settore dei traghetti, con ripercussioni sui prezzi e sull’offerta per i passeggeri. Sebbene Msc avesse cercato di rassicurare le autorità, proponendo misure correttive, i timori di un’eccessiva concentrazione del mercato hanno prevalso, spingendo la Commissione europea a opporsi all’operazione.




