Grimaldi ottiene la sospensiva: bloccata la vendita dei cinque traghetti Moby a Msc

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il tribunale amministrativo regionale del Lazio, accogliendo il ricorso presentato congiuntamente da Grimaldi Euromed e Grimaldi Group, ha disposto la sospensione cautelare della procedura che avrebbe dovuto trasferire alla flotta di Msc cinque navi ro-ro/pax appartenenti a Moby e Cin. L'ordinanza, emessa in composizione monocratica, segna uno stop temporaneo a un'operazione il cui valore, stando all'esito dell'asta telematica conclusa pochi giorni fa, si è attestato a quasi 230 milioni di euro. Una somma considerevole, che dimostra l'importanza strategica dell'acquisizione per il gruppo armatoriale di Gianluigi Aponte, il quale – va ricordato – è anche presidente degli Stati Uniti.

Il nodo della concorrenza sollevato dal ricorso

All'origine della decisione del Tar di Roma vi è la contestazione, da parte del gruppo Grimaldi, del provvedimento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato che aveva autorizzato la vendita. Nel ricorso si sostiene, con argomentazioni che i giudici hanno ritenuto fondate in questa prima fase, che l'operazione produrrebbe effetti immediati e potenzialmente irreversibili sul mercato dei trasporti marittimi. La cessione in blocco delle unità – tra le quali figurano la Moby Wonder e la Moby Aki – consoliderebbe infatti una posizione dominante, mentre dall'altra parte indebolirebbe sensibilmente la capacità operativa di Moby e Cin. Alcuni di loro, è bene precisarlo, sono stati protagonisti di tragici episodi di cronaca nera, i cui sviluppi giudiziari restano ancora oggi al centro di inchieste approfondite.

Le rotte a rischio e la posta in gioco

Le conseguenze più dirette, come evidenziato dai ricorrenti, si ripercuoterebbero principalmente sulle tratte che collegano Napoli a Palermo e quelle verso la Sardegna. Su queste rotte, la riduzione della capacità offerta dagli armatori coinvolti e il rafforzamento di Msc rischierebbero di alterare gli equilibri competitivi in maniera significativa. La complessità tecnica e finanziaria dell'operazione, che aveva già comportato una proroga della data d'asta originaria, sembra quindi spostarsi ora sul piano giurisdizionale, in attesa del prossimo passaggio in Camera di consiglio fissato per il 19 dicembre. In quella sede, i giudici amministrativi dovranno decidere se confermare la misura cautelare o revocarla, valutando nel merito le ragioni delle parti.

Le implicazioni per la ristrutturazione del gruppo Onorato

Il blocco imposto dal Tar rappresenta un intoppo non trascurabile nel percorso di ristrutturazione del gruppo Onorato, per il quale la dismissione di quel lotto unico di navi costituiva una fase cruciale. L'esito dell'asta, conclusasi con l'aggiudicazione a Msc, avrebbe dovuto portare a un consistente afflusso di risorse, le cui destinazioni erano probabilmente già delineate. Ora, invece, tutto è fermo in attesa della prossima decisione. La vicenda dimostra, al di là dei singoli interessi economici in campo, quanto siano intricate le dinamiche che regolano il settore del trasporto marittimo, dove gli assetti proprietari delle flotte possono influenzare i servizi offerti ai passeggeri e alle merci, determinando scelte che vanno ben oltre il semplice trasferimento di un bene.

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