L’Ue blocca l’acquisizione di Moby da parte di Msc: Onorato riprende il controllo totale
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Redazione Economia
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La trattativa per il salvataggio di Moby, che rischiava di lasciare a terra oltre 5 mila lavoratori, è saltata dopo l’intervento dell’Antitrust europeo. Il gruppo Msc, guidato dall’armatore Gianluigi Aponte, ha annunciato la rinuncia all’acquisto della compagnia di navigazione, cedendo il 49% delle quote – già in suo possesso – all’azionista di maggioranza, la famiglia Onorato. Una mossa che riporta l’intero pacchetto azionario nelle mani dell’imprenditore Vincenzo Onorato, dopo mesi di trattative intricate e un’istruttoria che ha messo in luce «possibili violazioni dell’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea», norma che tutela la libera concorrenza nel mercato comunitario.
La decisione di Msc, formalizzata in un documento inviato all’Antitrust, prevede non solo la cessione immediata della quota minoritaria, ma anche la rinuncia al pegno sul restante 51% e la dismissione del credito verso Moby entro la fine del 2025. «Pur non riconoscendo alcuna condotta anti-concorrenziale», si legge in una nota diffusa da fonti vicine all’azienda, il gruppo ha preferito evitare il rischio di sanzioni, chiudendo un’operazione che avrebbe potuto alterare gli equilibri del settore marittimo.
Il ritorno di Onorato al timone completo della compagnia riapre però interrogativi sul futuro della società, già attraversata da crisi finanziarie e ridimensionamenti. Senza l’apporto di Msc, che avrebbe garantito liquidità e stabilità, il rebus della riconversione si fa più complesso, mentre i sindacati chiedono garanzie per i dipendenti, molti dei quali temono un effetto domino di licenziamenti.




