Israele avverte Beirut: tregua fragile in Libano vacilla
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Redazione Esteri
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La fragile tregua tra Hezbollah e Israele, iniziata appena otto giorni fa, sembra già vacillare. L'avvertimento del ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, non lascia spazio a dubbi: se il cessate il fuoco verrà meno, non solo Hezbollah, ma anche il Libano pagherà le conseguenze. Katz ha chiarito che, qualora l'esercito libanese non facesse rispettare la propria parte dell'accordo di tregua, si tornerà in guerra e l'IDF (Forze di Difesa Israeliane) si spingerà più a fondo in Libano. Il Paese, ha aggiunto, non sarà più esente da responsabilità e la risposta militare non farà distinzione tra i terroristi e la nazione che li ospita.
Nel frattempo, gli Stati Uniti stanno aumentando la pressione su Israele affinché si astenga da risposte non proporzionate e sul governo di Beirut per evitare che Hezbollah intensifichi gli attacchi, mettendo a rischio il cessate il fuoco. Tuttavia, sul terreno, la situazione rimane tesa: la scorsa notte, almeno nove persone sono rimaste uccise in raid delle IDF nel governatorato di Nabatieh.
Parallelamente, a Gaza, Hamas e Fatah hanno trovato un accordo per governare la Striscia dopo la guerra, mentre i raid di Tel Aviv continuano a colpire l'intera area. La fragile tregua, dunque, appare sempre più precaria, con il rischio di un'escalation che potrebbe coinvolgere l'intera regione.
La corrispondente da Gerusalemme, Alessandra Buzzetti, ha riportato che la situazione è estremamente volatile e che le denunce opposte delle due parti non aiutano a stabilizzare il fragile accordo.




