Repubblica e La Stampa, il futuro dei giornali Gedi tra greci e Nem

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le sorti di due tra i più influenti quotidiani nazionali, "la Repubblica" e "La Stampa", appaiono ormai segnate, con la holding Exor della famiglia Agnelli-Elkann che ha deciso di condurli verso una nuova proprietà. Sebbene non vi sia ancora nulla di formalizzato e le proposte concrete tardino a materializzarsi, il percorso di cessione è stato intrapreso in maniera irreversibile, coinvolgendo anche le tre emittenti radiofoniche del gruppo Gedi. Un passaggio epocale, che ridisegna la geografia dell’editoria italiana e che, come spesso accade in queste fasi delicate, procede tra negoziati riservati e un comprensibile allarme per le ricadute occupazionali.

Il caso de La Stampa e l'interesse del gruppo Nem

Tra i due giornali, la trattativa per "La Stampa" sembra essere in uno stadio più avanzato, avendo Gedi avviato dei colloqui esplorativi con il gruppo Nem, acronimo di Nord Est Multimedia. A rendere plausibile questa opzione vi è un precedente significativo: la finanziaria della famiglia Agnelli-Elkann ha già ceduto a Nem, nel corso del 2023, un pacchetto di testate locali del Nordest, tra le quali figurano "Il Corriere delle Alpi", "Il Messaggero Veneto" e "La Tribuna di Treviso". Un'affinità, questa, che potrebbe facilitare l’intesa per il quotidiano torinese, il cui destino ha sollevato immediate reazioni istituzionali. L’assessore regionale Gianluca Vignale, intervenendo in aula, ha sottolineato come la priorità della Regione sia quella di "tutelare i posti di lavoro, garantire l’autonomia e il radicamento dell’informazione locale", leggendo una nota dell’assessora Elena Chiorino in risposta a un’interrogazione presentata da Nadia Conticelli del Partito Democratico.

Le ipotesi per Repubblica e il possibile acquirente greco

Diverso, e per certi versi più intricato, il discorso che riguarda "la Repubblica", per la quale le attenzioni si concentrerebbero sul gruppo editoriale greco della famiglia Kyriakou. La Exor, stando a quanto riportato, avrebbe due potenziali compratori pronti per ciascuno dei due quotidiani, sebbene le trattative procedano su binari separati. La possibile entrata in scena di un editore straniero, per di più legato da rapporti di amicizia con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, aggiunge un ulteriore livello di complessità a un’operazione già delicata, proiettando la vicenda su uno scenario internazionale.

Le valutazioni e lo scenario complessivo

Sul piano economico, le stime di valore divergono notevolmente: fonti di stampa indicano per "la Repubblica" una valutazione che si aggirerebbe attorno ai sessantacinque milioni di euro, una cifra che riflette non solo gli asset tangibili ma anche, e soprattutto, il peso simbolico e l’influenza culturale del giornale fondato da Eugenio Scalfari. Mentre i negoziati proseguono lontano dai riflettori, la sensazione è che si stia chiudendo un’era per il giornalismo italiano, con due sue colonne che si apprestano a varcare la soglia di una nuova, e ancora incerta, proprietà.

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