Vajont, una tragedia che non va dimenticata

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Più passa il tempo, più si parla di quella immane tragedia. Dall’orazione civile di Paolini è impressa nella nostra coscienza civile. Le Teche Rai hanno riproposto su RaiPlay e su Rai Storia «Vajont, un disastro italiano», una raccolta dedicata a uno dei più spaventosi disastri avvenuti nel nostro Paese nell’ultimo secolo. Sessant’anni fa, il 9 ottobre del 1963, una colossale frana precipitò nell’invaso della diga costruita allo sbocco della stretta valle del Vajont, tra il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia, provocando un’inondazione che rase al suolo la sottostante cittadina di Longarone e diversi borghi del comune di Erto e Casso a monte dell’impianto.

Il rock si ferma per la memoria di una delle tragedie che ha colpito la storia Italiana. Luciano Ligabue ha fermato la musica all'Arena di Verona chiedendo un minuto di silenzio all'ora in cui, sessant'anni fa, il 9 ottobre 1963, ci fu la disastrosa.

A 60 anni dalla tragedia del Vajont, Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, coordinamento nazionale di Unione Popolare fa un parallelismo con il crollo del Ponte Morandi. "2.000 persone morirono per responsabilità di una società privata − si legge nella nota − che godeva di protezioni politiche e della copertura dei quotidiani a maggiore diffusione. La strage del Ponte Morandi a Genova non è stata causata dalla cattiva gestione di un'infrastruttura pubblica da parte di una società privata? Dopo il Vajont fu nazionalizzato il settore energetico.

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