Guerra Ucraina Russia, Mosca prepara raid massicci sull’energia
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Redazione Esteri
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La Russia prepara “attacchi massicci” contro i siti energetici ucraini in risposta ai bombardamenti con cui Kiev sta colpendo infrastrutture petrolifere, raffinerie, depositi e centri logistici sempre più in profondità nel territorio russo. La Guerra Ucraina Russia entra così in una nuova fase di escalation, mentre Vladimir Putin promette rappresaglie per le operazioni ucraine che ormai vanno a segno quotidianamente a centinaia di chilometri dal confine. Gli attacchi stanno mettendo sotto pressione l’approvvigionamento russo e Mosca segnala l’intenzione di reagire colpendo il settore energetico dell’Ucraina. Sullo sfondo restano i tentativi statunitensi di riaprire uno spazio di mediazione, ma la spirale di bombardamenti e controffensive militari descritta nelle ultime informazioni continua ad alimentare la tensione tra le parti.
Putin promette rappresaglie dopo gli attacchi ucraini in Russia
Dopo 1.643 giorni di guerra, l’Ucraina porta dunque gli attacchi sempre più lontano dal confine, prendendo di mira raffinerie, depositi, infrastrutture e grandi centri logistici russi. La risposta annunciata da Mosca riguarda direttamente i siti energetici ucraini e si inserisce in una fase nella quale gli attacchi di Kiev contro le infrastrutture petrolifere russe stanno creando difficoltà all’approvvigionamento del Paese. Secondo Gianandrea Gaiani, il rischio indicato è quello di un’accelerazione militare da parte della Russia mentre il fronte ucraino mostra segnali di crescente difficoltà. La dinamica descritta lega quindi le operazioni condotte in profondità sul territorio russo alla prospettiva di una rappresaglia più ampia, con l’energia che torna al centro del confronto militare tra Mosca e Kiev.
Le dichiarazioni di Putin arrivano inoltre al termine del vertice dell’Organizzazione di Cooperazione di Shanghai, durante una conferenza stampa nella quale il presidente russo ha affrontato anche il tema dei rapporti con gli Stati Uniti. Commentando la visita del direttore della CIA, Putin ha affermato che i contatti tra i servizi di intelligence sono sempre in corso. Nello stesso contesto è stato citato il rilascio, per motivi umanitari, del cittadino statunitense Robert Gilman, condannato in Russia e descritto dal presidente russo come un uomo comune, con problemi legati all’alcol, comportamenti problematici e cattive condizioni di salute. Questi elementi emergono mentre, parallelamente alle operazioni militari, continuano quindi interlocuzioni dietro le quinte tra apparati statunitensi e russi.
Il direttore della CIA a Mosca e l’ipotesi di un incontro trilaterale
Durante il viaggio a Mosca, il direttore della CIA John Ratcliffe avrebbe proposto un incontro trilaterale tra il presidente Trump, Vladimir Putin e il presidente ucraino Zelensky con l’obiettivo di tentare di porre fine alla guerra. La proposta, secondo quanto riportato nell’input, non sarebbe però arrivata al livello di un’iniziativa concreta e sarebbe stata piuttosto un modo di esplorare la possibilità di un vertice tra i tre leader. Allo stesso tempo viene indicato che la Russia non avrebbe un vero appetito per un trilaterale con gli Stati Uniti e Zelensky. Il passaggio diplomatico si colloca dunque accanto a una realtà militare segnata dagli attacchi ucraini contro obiettivi russi e dalla promessa di Mosca di rispondere con operazioni massicce contro le infrastrutture energetiche dell’Ucraina.
Il contrasto tra i contatti diplomatici e l’intensificazione delle operazioni militari emerge con particolare evidenza nelle dichiarazioni raccolte martedì 1 settembre 2026. Da una parte Putin conferma che i rapporti tra i servizi di intelligence proseguono e la visita del direttore della CIA mostra l’esistenza di interlocuzioni tra Mosca e Washington. Dall’altra, la Russia prepara una risposta agli attacchi ucraini che hanno raggiunto obiettivi sempre più lontani dal fronte, mentre Kiev continua a colpire infrastrutture legate al sistema petrolifero e logistico russo. È in questo scenario che prende forma la minaccia di nuovi raid contro i siti energetici ucraini, elemento che accompagna una fase della Guerra Ucraina Russia caratterizzata contemporaneamente da pressione militare, contatti tra apparati di intelligence e tentativi statunitensi di riaprire un canale di mediazione.
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