Arte e scuole si mobilitano per l’ottavo centenario di San Francesco
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Le iniziative per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, che cadrà nel 2026, si moltiplicano, coinvolgendo il mondo della cultura e della scuola in una riflessione profonda sull’attualità del suo messaggio. A Lucca, la sezione locale dell’Ucai, insieme all’Arcidiocesi e all’itinerario europeo Saint Francis’ Ways, ha lanciato il concorso multidisciplinare “Segni di Francesco: un’eredità per il mondo”, invitando artisti a tradurre in opere visive, letterarie o performative i temi francescani della pace e della custodia del creato, i quali, come è evidente a chi osservi le tensioni internazionali e le crisi ambientali, conservano una straordinaria urgenza. L’obiettivo, com’è noto, non è solo commemorativo ma propositivo, poiché si intende offrire una rilettura contemporanea di quell’eredità spirituale e culturale che da otto secoli influenza il pensiero occidentale.
Il messaggio francescano arriva ai potenti del mondo
Parallelamente, ad Assisi, l’eredità del santo assume una dimensione diplomatica e istituzionale grazie al concorso di idee rivolto alle scuole locali. La classe vincitrice, infatti, ha elaborato il progetto grafico per il biglietto d’auguri natalizio e pasquale che il sindaco invierà nel 2025 e nel 2026 ai capi di Stato di tutto il mondo, tra cui, dunque, anche al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Un gesto simbolico, questo, che intende portare la figura di Francesco, patrono d’Italia e dell’ecologia, direttamente sulle scrivanie dei leader globali, proponendo implicitamente i suoi valori come fondamento per un dialogo internazionale autentico, cosa di cui si avverte un estremo bisogno in un periodo storico segnato da conflitti.
La lezione di Francesco nella voce della poesia contemporanea
La potenza evocativa di Francesco, del resto, non smette di parlare anche al linguaggio della poesia, come testimoniato dal poeta Davide Rondoni, il quale ha ricordato l’episodio, tramandato da Tommaso da Celano, della commozione del santo durante la rievocazione della Natività a Greccio. “Francesco è talmente commosso davanti al Dio che si fa bambino”, ha spiegato Rondoni, “che non riesce a dire la parola Betlemme e si incaglia sul *be*, comincia a belare”. Quel balbettio, trasformato in un belato, viene interpretato non come un impedimento ma come una forma di linguaggio più autentica, capace di esprimere, al di là delle parole, lo stupore di fronte al mistero dell’Incarnazione, un sentimento che l’arte, in tutte le sue forme, cerca costantemente di catturare.
Il ministero dell’Istruzione promuove la riflessione nelle scuole
L’impegno istituzionale per diffondere il pensiero francescano si concretizza ulteriormente nel bando nazionale del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che per l’anno scolastico in corso propone la seconda edizione del concorso “San Francesco d’Assisi: il pensiero, l’opera, la cultura e la sua eredità”. Rivolto a studentesse e studenti, il progetto li invita a un approfondimento che vada oltre la superficie agiografica, esplorando l’impatto storico, filosofico e sociale del francescanesimo, di cui molti, forse, colgono solo alcuni aspetti folkloristici. Si tratta di un’operazione culturale di ampio respiro, che riconosce nella scuola il luogo privilegiato per formare cittadini consapevoli di una tradizione che ha plasmato, in modo indelebile, l’identità del Paese.




