La fregata Martinengo salpa da Taranto per la difesa di Cipro, 160 militari a bordo verso il Mediterraneo orientale
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Redazione Esteri
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È salpata nel tardo pomeriggcio di ieri, venerdì 6 marzo, dal porto di Taranto la fregata missilistica Federico Martinengo, unità d’élite della Marina militare italiana che ora fa rotta verso le acque di Cipro. L’operazione, che vede imbarcati oltre 160 uomini e donne della Marina, si inserisce in un più ampio dispositivo di sicurezza coordinato che include, oltre all’Italia, anche Spagna, Francia e Paesi Bassi, e che ha come obiettivo primario il rafforzamento della difesa aerea e marittima dell’isola. La nave, la cui velocità operativa consentirà di raggiungere l’area di impiego nel giro di circa quarantotto ore, porta con sé l’esperienza maturata appena lo scorso anno nel Mar Rosso, dove aveva concluso il suo impegno nella missione europea Eunavfor Aspides dopo aver contribuito a proteggere il traffico mercantile dalle minacce dei ribelli Houthi.
Uno scudo navale contro le minacce balistiche
Il dispiegamento della Martinengo, settima unità della classe Bergamini e terza in configurazione multiruolo, non rappresenta soltanto un atto di presenza, bensì l’invio di una piattaforma complessa e versatile, dotata di sistemi d’arma e sensori in grado di intercettare minacce aeree e di superficie. Il suo armamento, che comprende sedici celle per missili Aster 15 e 30 e un cannone da 76/62 mm con sistema Strales particolarmente efficace contro i droni, la rende uno strumento credibile di deterrenza e difesa attiva. La partenza della nave, avvenuta all'indomani dell'attacco con drone contro la base britannica di Akrotiri, una delle due installazioni militari che Londra mantiene sull'isola, testimonia la crescente tensione che si è accumulata nel Levante dopo l'inizio dell'operazione militare statunitense e israeliana contro l'Iran, una tensione che ha indotto i partner europei a blindare Cipro. Non a caso, la scelta del governo italiano, formalizzata nelle ore precedenti alla partenza, era caduta su questa unità, già operativa nel Canale di Sicilia e quindi rapidamente riconfigurabile per la nuova missione.
Il coordinamento politico-militare a quattro
Alla decisione di inviare la fregata si è arrivati al termine di una fitta interlocuzione politica che ha visto nei giorni scorsi la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, confrontarsi con i principali leader europei. In una conversazione telefonica a quattro con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer, si è discusso non solo della necessità di dare una forma politica all'iniziativa di difesa comune, ma anche di aspetti più concreti come la condivisione di informazioni sulle richieste specifiche arrivate dagli Stati Uniti, in particolare per quanto riguarda l'utilizzo delle basi militari presenti sul territorio dei rispettivi paesi, e l'aggiornamento costante sullo stato delle rappresentanze diplomatiche in Iran. Durante i colloqui, come emerso da fonti di governo, i leader hanno concordato sulla necessità di procedere con una linea di fermezza, abbinata però a un'incessante attività diplomatica, per cercare di scongiurare un'ulteriore escalation che avrebbe conseguenze imprevedibili per la stabilità dell'intera area mediterranea.
Un’eredità operativa nel Mediterraneo allargato
La Federico Martinengo, varata nel marzo del 2017 e consegnata alla Marina l'anno successivo, non è nuova a scenari complessi. Nel 2020, durante un'attività nel golfo di Guinea inquadrata nell'operazione Gabinia, il suo equipaggio fu protagonista di un intervento in soccorso di un mercantile sotto attacco di pirati, un'azione che richiese l'impiego dell'elicottero di bordo e che portò alla fuga degli assalitori dopo alcuni colpi di avvertimento. L'esperienza accumulata nel corso degli anni, culminata con la recente missione Aspides, ha affinato le capacità dell'equipaggio nella gestione di minacce asimmetriche e nella protezione delle linee di comunicazione marittima. Ora, quella stessa esperienza viene messa a disposizione di un'operazione che ha un duplice scopo: proteggere il territorio di uno stato membro dell'Unione europea, quale è Cipro, e monitorare le rotte energetiche e commerciali che attraversano il Mediterraneo orientale, una regione tornata prepotentemente al centro delle strategie di sicurezza del continente.




