Il ciclone Harry flagella la Sardegna, allerta rossa prorogata mentre i rider protestano a Cagliari
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Redazione Interno
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Il ciclone Harry, la cui corsa sembra non conoscere soste, continua a imperversare sull’isola con piogge incessanti e forti raffiche di vento che sollevano mari poderosi, i quali – è il caso di dirlo – stanno letteralmente riconquistando tratti di litorale, sottraendo sabbia e scogli alle spiagge. La Protezione Civile Regionale, che ha aggiornato il proprio bollettino, mantiene per l’intera giornata di martedì 20 un quadro critico: l’allerta più severa, quella di codice rosso, grava sulla costa orientale, mentre il centro e l’area E dell’isola sono in allerta arancione; una parte della costa occidentale, per contro, è in codice giallo, una situazione che, seppur meno grave, richiede comunque attenzione.
Una protesta sotto la pioggia: il caso Deliveroo
È proprio nel contesto di questa emergenza meteorologica, che vede autorità e enti in stato di massima allerta, che a Cagliari è esplosa una protesta destinata a fare rumore. La piattaforma di food delivery Deliveroo, infatti, ha deciso di sospendere il servizio a causa del maltempo, una scelta che di per sé potrebbe apparire cautelativa. La decisione, tuttavia, è stata presa – stando alle ricostruzioni – senza un preavviso adeguato ai rider, molti dei quali si sono trovati in strada, sotto la pioggia battente, in attesa di ordini che non sarebbero mai arrivati. La chiusura del servizio, priva di una comunicazione chiara e diretta ai lavoratori, ha lasciato centinaia di persone esposte alle intemperie e, cosa non secondaria, senza la certezza di alcun compenso per il tempo perso, generando una forte ondata di sdegno.
L’estensione dell’allerta e il monitoraggio delle dighe
Nel frattempo, la Protezione Civile ha prorogato formalmente l’allerta rossa per ulteriori ventiquattr’ore, fino alla mezzanotte del 20 gennaio, ampliando di fatto la finestra di criticità. Il Centro funzionale decentrato ha specificato, in particolare per le aree dell’Iglesiente e del Campidano, un codice rosso per rischio idrogeologico, affiancato da un’allerta arancione per rischio idraulico e una gialla per il pericolo legato ai temporali. Parallelamente, per scongiurare nuovi pericoli, è partito un monitoraggio costante sulle principali infrastrutture idriche. L’Ente acque Sardegna, come spiegato dal suo direttore generale, ha disposto personale sul campo già da diverse ore e, in ottemperanza ai protocolli stabiliti con la protezione civile, ha avviato scarichi controllati a valle da alcuni bacini artificiali, un’operazione calibrata per gestire in modo graduale l’aumento previsto delle portate.
La gestione dell’emergenza e le comunicazioni sul territorio
La gestione della crisi, in uno scenario così dinamico, si regge sulla continuità delle comunicazioni tra i vari soggetti istituzionali coinvolti. L’ente preposto alla gestione delle acque, ad esempio, assicura di mantenere un flusso informativo costante sia con i comuni interessati sia con la protezione civile stessa, aggiornandoli sugli sviluppi e sulle misure tecniche adottate. Questa rete di contatti, fondamentale per coordinare gli interventi sul territorio e per allertare la popolazione, rappresenta il tentativo di rispondere in maniera unitaria a un evento meteo di portata eccezionale, il cui impatto – come dimostra anche la vicenda dei rider lasciati in balia degli elementi – travalica spesso i confini della mera emergenza naturale, toccando da vicino il tessuto sociale ed economico.




