Ritardi nella produzione della Gigafactory: un'analisi
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Redazione Economia
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La Gigafactory, un progetto ambizioso per la produzione di batterie per auto elettriche, sta affrontando ritardi significativi. Inizialmente previsto per il 2026, l'avvio della produzione potrebbe essere posticipato al prossimo anno.
Promesse non mantenute
Il presidente, durante una conferenza stampa presso la sede del candidato Sindaco Balice, aveva annunciato la posa della prima pietra per la realizzazione della struttura. Tuttavia, questo evento non è più avvenuto e nessuna parola è stata spesa a riguardo. Questa situazione ha portato a una sensazione di incertezza, con il centrodestra che non è mai entrato nel merito della questione se non in occasione della presentazione del progetto e per promettere posti di lavoro.
Segnali negativi
Il primo segnale negativo è stato la dichiarazione di Tavares sugli investimenti nel settore delle gigafactory "in linea con le richieste del mercato dell'elettrico" che in Europa sta rallentando. Il secondo segnale è stato lo slittamento alla prossima settimana, l'11 giugno, dell'incontro al Mimit con i sindacati per fare il punto sul progetto di riconversione della fabbrica di Melfi destinata a diventare una delle tre gigafactory di ACC - la partnership industriale tra Stellantis, Mercedes Benz e TotalEnergies - in Europa.
Incontro rinviato
L'incontro tra i sindacati e Acc – la joint venture tra Stellantis, Mercedes-Benz e TotalEnergies – previsto per oggi al ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla gigafactory di batterie per le auto elettriche a Termoli (Campobasso) è stato rinviato a martedì 11 giugno. Nel frattempo, si rincorrono le voci di uno slittamento dei tempi di avvio della produzione, il cui primo modulo doveva partire nel 2026.




