Marta Donà, la manager polesana che ha conquistato Sanremo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Marta Donà, 41 anni, originaria di Mira, nella Riviera del Brenta, è diventata un nome imprescindibile nel mondo della musica italiana. Cresciuta tra le acque del Delta del Po e i canali della sua terra natale, ha saputo costruire una carriera che oggi la colloca tra le figure più influenti del panorama artistico nazionale. La sua ascesa, però, non è frutto del caso: dietro c’è una storia familiare radicata nel Polesine, terra d’origine del nonno, che ha contribuito a plasmare la sua determinazione e il suo approccio metodico al lavoro.
Donà, che ha frequentato il liceo nella zona dove è cresciuta, ha trasformato l’azienda di famiglia in un vero e proprio impero nel management musicale. Oggi rappresenta alcuni dei nomi più celebri della scena italiana, da Marco Mengoni ai Maneskin, passando per Francesca Michielin e Angelina Mango. Ma è soprattutto il trionfo di Olly, vincitore dell’ultima edizione di Sanremo, ad averla portata alla ribalta. Il giovane cantautore genovese, con la sua Balorda nostalgia, ha conquistato il pubblico e la critica, regalando a Donà un altro successo da aggiungere al suo già ricco palmarès.
Olly, al secolo Federico Olivieri, è un ragazzo di 23 anni, alto quasi due metri, che nasconde una timidezza disarmante dietro un sorriso gentile. «Sono grosso, ma dentro sono un gigante timido», ha confessato il giorno dopo la vittoria, ancora incredulo per il risultato ottenuto. Fino a ottobre scorso, la sua partecipazione al Festival non era nemmeno prevista, figurarsi l’idea di vincere e di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest. «Quello che mi è successo è folle», ha ammesso, sottolineando come la sua priorità fosse semplicemente portare la sua musica a un pubblico più ampio, senza ambizioni di gloria.
La storia di Olly, però, non è che l’ultimo tassello di un mosaico che Marta Donà ha saputo costruire con maestria. La sua capacità di individuare talenti e di guidarli verso il successo è diventata proverbiale, tanto da farle guadagnare il soprannome di “manager che vince sempre”. Tra i suoi artisti, molti hanno non solo trionfato a Sanremo, ma hanno anche lasciato il segno all’Eurovision, portando l’Italia ai vertici delle classifiche internazionali.




