Italgas, un trimestre da record tra efficienza e fusioni: consumi giù del 18%, utili volano oltre il 40%

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il 2026, stando ai numeri diffusi dal gruppo guidato dall’amministratore delegato Paolo Gallo, si configura immediatamente come un anno di svolta. Archiviata la complessa operazione di fusione con 2i Rete Gas, che ha ridisegnato il perimetro competitivo della distribuzione in Europa, Italgas presenta un trimestro dove i tradizionali indicatori di bilancio subiscono una torsione significativa verso l’alto, mentre i consumi operativi – un capitolo di spesa solitamente ostico da comprimere – crollano verticalmente. A perimetro costante, nel settore core della distribuzione del gas, l’energia complessivamente assorbita è scesa a 136,6 terajoule (TJ), segnando una contrazione del 18,3% rispetto ai 167,2 TJ dello stesso periodo dell’anno precedente; un risultato, quest’ultimo, che non è affatto casuale ma che riflette una strategia di digitalizzazione spinta e di razionalizzazione degli asset.

La parabola discendente dei fossili e la rivoluzione silenziosa del civile

Analizzando le singole voci, emerge chiaramente come il calo sia trainato quasi esclusivamente dalla riduzione dell’uso di combustibili fossili per uso industriale, un dato che conferma la riuscita delle campagne di efficientamento degli impianti. Il processo di preriscaldo – una delle fasi tecnicamente più dispendiose – ha visto un miglioramento del consumo specifico del 23,8%. Ma non solo: anche il comparto civile, spesso resistente alle ottimizzazioni massive, ha consegnato un -6,4% (da 9,4 TJ a 8,8 TJ), frutto di interventi mirati sul parco edilizio del gruppo. Parallelo a questo, il capitolo “autotrazione” registra una flessione del 15,5%, effetto diretto della riduzione delle uscite sul campo del personale operativo, sostituite sempre più da tecnologie di controllo remoto e dall’implementazione di routine di intelligenza artificiale nei processi logistici.

Numeri in doppia cifra e l’effetto volano delle sinergie

Sul fronte dei conti, la crescita non lascia spazio a interpretazioni ambigue. I ricavi totali adjusted volano a 661,7 milioni di euro (+44,1%), mentre l’utile netto adjusted attribuibile al gruppo schizza a 189,4 milioni, in rialzo del 42,8% rispetto al 2025. Margini che non solo tengono, ma si espandono: l’Ebitda adjusted sale del 52,6% (fermandosi a 526,8 milioni) e l’Ebit segue la stessa traiettoria con un +51,2%. Questa accelerazione, come spiegato durante la call con gli analisti, è da ascrivere principalmente all’integrazione di 2i Rete Gas; le sinergie attese stanno procedendo spedite, con l’obiettivo di centrare il 50% del target già entro la fine dell’anno. Gallo parla di “performance di grande rilievo” in una nota ufficiale, sottolineando come il 2026 rappresenti un “anno chiave” per la storia recente del gruppo, complice anche l’allentamento delle rigidezze infrastrutturali post-fusione.

L’intelligenza artificiale come collante e le prospettive del nuovo piano

A tenere insieme il dualismo risparmio-crescita è il filo rosso dell’innovazione tecnologica. L’azienda, che sta rivedendo al rialzo le proprie ambizioni, ha già integrato l’AI nei processi operativi, un fattore che l’ad cita esplicitamente come leva già attiva nei primi mesi dell’anno. Se l’efficienza energetica è il lato visibile dell’iceberg, la strategia guarda già oltre: nuovi “topic” e idee sono in fase di sviluppo, sebbene un quadro definitivo – come anticipato dallo stesso Gallo – verrà svelato solo in occasione della presentazione del Piano Strategico 2026-2032, prevista per il prossimo 23 giugno. Con la macchina organizzativa che ha ormai digerito l’integrazione della ex rivale, il gruppo guarda al futuro senza però dimenticare il presente, consolidando una leadership che in Europa, dopo queste mosse, non ha più eguali per estensione e capillarità.

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