Bmw, utile in lieve calo e fatturato giù nel 2025: tenuta degli utili nonostante i dazi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'esercizio 2025 del BMW Group si chiude con numeri che raccontano una storia di resilienza operativa in un contesto globale che, per l'industria automobilistica, si è rivelato particolarmente complesso. La casa dell’elica, nel corso della Conferenza Annuale tenutasi a Monaco, ha diffuso i risultati di un anno che il presidente del consiglio di amministrazione Oliver Zipse non ha esitato a definire “straordinario”, sottolineando come la solidità finanziaria abbia proceduto di pari passo con l’accelerazione del piano di elettrificazione. Il gruppo tedesco ha infatti registrato un utile netto pari a 7,451 miliardi di euro, segnando un calo del 3% rispetto ai 7,678 miliardi del 2024, mentre il fatturato si è attestato a 133,453 miliardi, in flessione del 6,3% su base annua.

Nonostante il leggero arretramento di questi indicatori, la capacità di generare valore da parte del gruppo è rimasta solida se si osserva il dato dell’utile ante imposte, che ha nuovamente superato la soglia dei 10 miliardi di euro, fermandosi precisamente a 10,24 miliardi, in calo del 6,7% rispetto ai 10,97 miliardi dell’anno precedente. È però sul margine sulle vendite (EBT margin) che si apprezza la tenuta del gruppo: la percentuale è rimasta stabile al 7,7%, identica a quella del 2024, un risultato che i vertici di Monaco attribuiscono a una strategia basata su una gamma modelli ampia e diversificata per tipologia di alimentazione – che spazia dai motori a combustione agli ibridi plug-in, fino ai completamente elettrici e alle prossime fuel cell a idrogeno – e a una gestione dei costi che si è rivelata chirurgica.

Una gestione dei costi che ha fatto la differenza, assorbendo l’impatto dei dazi

L’elemento centrale della performance 2025 risiede probabilmente nella capacità del gruppo di contenere le spese, mitigando così gli effetti negativi di un contesto macroeconomico e geopolitico avverso. Il direttore finanziario Walter Mertl ha spiegato come una riduzione complessiva delle spese per 2,5 miliardi di euro abbia giovato in maniera sostanziale alla redditività, compensando in parte le perdite dovute ai dazi e alla concorrenza sempre più agguerrita. Questa stretta sui costi ha interessato diversi capitoli di bilancio: le spese in ricerca e sviluppo sono scese a 8,32 miliardi di euro, con un calo dell'8,4% e un rapporto sul fatturato sceso dal 6,4% al 6,2%; anche gli investimenti in conto capitale hanno registrato una flessione significativa, passando da 9,05 a 7,24 miliardi di euro, segnando un -20,1%.

Parallelamente, anche le spese amministrative e commerciali sono state ridotte del 6,1%, scendendo a 10,61 miliardi. Questo sforzo di efficientamento è stato determinante per contrastare le turbolenze del mercato, in particolare l’inasprimento delle barriere tariffarie. Il solo effetto dazi, infatti, ha eroso il margine del segmento automobilistico per circa 1,5 punti percentuali nel corso dell’anno, spingendo il margine EBIT di quella divisione al 5,3%, in calo rispetto al 6,3% del 2024 e posizionandolo comunque all'interno della forchetta obiettivo del 5-7% che era stata comunicata a inizio anno. Il free cash flow del segmento Automotive ha risentito di questa pressione, calando del 33% a 3,24 miliardi di euro, un dato che riflette minori entrate operative solo parzialmente compensate dal taglio degli investimenti.

Volumi stabili grazie all’Europa e alle Americhe, la Cina frena

Sul fronte delle vendite, il gruppo ha dimostrato una notevole capacità di bilanciamento geografico. Le consegne globali hanno raggiunto quota 2,46 milioni di veicoli, segnando un incremento dello 0,5% che, seppur contenuto, rappresenta un risultato positivo se letto in controluce con l’andamento dei principali competitor. La crescita è stata trainata dai mercati europei, con un +7,3%, e da quelli americani, che hanno fatto registrare un +5,6%, compensando in pieno il brusco calo registrato in Cina. Proprio il mercato cinese, che resta il più importante per volume per la casa tedesca, ha mostrato una flessione del 12,5%, una contrazione che i vertici aziendali hanno ricondotto all'intensa concorrenza e alla guerra dei prezzi innescata dai produttori locali, una dinamica che ha costretto BMW a rivedere le proprie previsioni già nell'autunno del 2025.

A sostenere i volumi hanno contribuito in modo determinante alcuni modelli specifici, come la BMW Serie 5, le cui vendite sono aumentate di oltre un quarto, e la compatta X2, cresciuta del 33%. Anche il marchio MINI ha messo a segno una performance brillante, con un balzo del 17,7% grazie soprattutto al successo della nuova Countryman e alla spinta dei modelli elettrici, che hanno rappresentato oltre un terzo delle sue vendite totali. Rolls-Royce, invece, ha sostanzialmente confermato i livelli dell'anno precedente con 5.664 unità consegnate, una flessione minima dello 0,8% che indica una domanda stabile per il suo segmento di lusso.

L’elettrificazione avanza, un veicolo su quattro è elettrificato

Il processo di transizione verso la mobilità a batteria ha continuato a guadagnare terreno, seppur con ritmi differenziati a seconda delle aree geografiche. Le vendite di veicoli completamente elettrici (BEV) sono cresciute del 3,6%, raggiungendo le 442.056 unità, una cifra che rappresenta il 17,9% del totale delle vendite globali del gruppo. Se si considerano anche le ibride plug-in (PHEV), il totale dei veicoli elettrificati venduti nel 2025 è salito a 642.071 unità, il che significa che una macchina su quattro uscita dalle fabbriche del gruppo era dotata di una spina. In Europa, questa percentuale è salita fino al 40%, a dimostrazione di come le normative più stringenti e gli incentivi stiano orientando le scelte dei consumatori del vecchio continente.

Sul versante dei prodotti, l'asticella si sta alzando: entro la fine del 2026 la gamma di auto completamente elettriche offerte ai clienti salirà a venti modelli. Un ruolo centrale in questa offensiva è giocato dalla Neue Klasse, l'architettura di nuova generazione che debutterà con il lancio della BMW iX3, già in fase di consegna in alcuni mercati, e della futura BMW i3, la cui presentazione mondiale è attesa a breve. L’obiettivo dichiarato è quello di consegnare entro l'anno in corso il secondo milionesimo veicolo completamente elettrico dalla nascita della strategia i, un traguardo che arriverebbe a poco più di un anno di distanza dal precedente.

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