Esplosione a Calenzano, identificati i corpi delle vittime, Eni promette risarcimenti rapidi
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Redazione Interno
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A sei giorni dall'esplosione nel deposito carburanti di Calenzano, i medici legali e i genetisti hanno identificato scientificamente i corpi delle cinque vittime, consentendo alle famiglie di procedere con le esequie. L'incidente, avvenuto nell'area di via Erbosa, ha scosso profondamente la comunità locale e ha sollevato numerosi interrogativi sulla sicurezza degli impianti di stoccaggio.
Eni, la multinazionale proprietaria del deposito, ha dichiarato la propria disponibilità a risarcire rapidamente i danni subiti dalle aziende colpite dall'esplosione. Mirko Sulli, responsabile della Cna della Piana, ha comunicato che l'obiettivo è chiudere la fase delle istruttorie entro la fine dell'anno, raccogliendo le richieste di risarcimento per poi procedere alla liquidazione nel minor tempo possibile. Attualmente, sono già state presentate 120 richieste di danni.
Il Partito Democratico di Prato ha annunciato che tutte le iniziative organizzate nel mese di dicembre saranno finalizzate a raccogliere fondi per le famiglie delle vittime. Marco Biagioni, segretario del PD, ha risposto all'appello lanciato dal Comune di Calenzano, che ha chiesto sostegno economico per i familiari dei cinque lavoratori deceduti nell'incidente.
Dai documenti emerge che lo stabilimento di Calenzano era considerato uno degli impianti più sicuri della provincia di Firenze, con un raggio di potenziale pericolo di 200 metri sancito dal Piano di emergenza esterna.




