Incendio a Lomazzo, morto il pensionato Giovanni Amenta: arrestato il vicino per omicidio volontario

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Redazione Interno Redazione Interno   -   I carabinieri del Nucleo Investigativo di Como hanno arrestato nella notte tra giovedì 25 e venerdì 26 giugno un uomo di 45 anni, accusato di omicidio volontario per la morte di Giovanni Amenta. Il pensionato di 73 anni (sebbene alcune fonti riportino 74 anni) è deceduto nella notte tra mercoledì 24 e giovedì 25 giugno a seguito di un incendio che ha distrutto l'ingresso del suo appartamento, situato in via Somaini a Lomazzo, in provincia di Como.

Il rogo, di chiara origine dolosa, è stato appiccato con del liquido infiammabile, presumibilmente benzina, versato sullo zerbino davanti alla porta di casa della vittima, e ha creato una barriera di fuoco che ha intrappolato Amenta, il quale, con problemi di deambulazione, non è riuscito a mettersi in salvo, morendo per le esalazioni di fumo.

L'inchiesta e l'arresto del vicino

Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Giulia Ometto, si sono concentrate fin da subito sull'origine dolosa dell'incendio, ipotesi avvalorata dal ritrovamento di tracce di liquido infiammabile davanti all'uscio dell'abitazione di Amenta e dal fatto che il punto d'innesco si trovava in un luogo sprovvisto di cause accidentali. Gli inquirenti hanno ascoltato i residenti della palazzina, e le attenzioni sono rapidamente ricadute su un condomino, un uomo di 45 anni, con cui la vittima aveva avuto in passato dei dissidi.

La svolta investigativa è arrivata grazie alle immagini delle telecamere di sicurezza di un distributore di carburante della zona, che avrebbero immortalato il 45enne mentre riempiva una tanica di benzina, elemento che ha fornito un riscontro decisivo alle accuse.

Altre fonti giornalistiche parlano di un uomo di 42 anni, ma la maggioranza delle ricostruzioni concorda sull'età di 45 anni per l'indagato, che al momento del fermo si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande degli inquirenti ed è stato successivamente condotto in carcere.

Il movente: una denuncia per soldi

Secondo le prime indiscrezioni investigative, il movente del delitto sarebbe da ricercare in una denuncia che Giovanni Amenta, che viveva solo e con difficoltà di salute, aveva sporto nei confronti del vicino, accusandolo di avergli sottratto del denaro. La vittima, che utilizzava un deambulatore, avrebbe subito pressioni e continue richieste di denaro da parte dell'uomo, e la decisione di formalizzare un esposto potrebbe aver innescato una spirale di rancore culminata nella tragica notte dell'incendio.

Il rogo, appiccato intorno alle tre e mezza di notte, ha reso impossibile qualsiasi via di fuga per il pensionato. Quando i vigili del fuoco sono riusciti ad abbattere la porta d'ingresso, hanno trovato il corpo di Giovanni Amenta senza vita, disteso a terra dietro l'uscio. Per lui non c'era più nulla da fare. Il suo cagnolino, invece, è stato trovato in salvo. Sette vicini di casa sono rimasti intossicati dal fumo e hanno ricevuto cure ospedaliere, mentre quindici persone sono state evacuate dalla palazzina.

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