Blocco al Cargo City di Malpensa: manifestanti protestano contro il presunto traffico di armi per Israele

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un corteo partito dal Terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa ha bloccato l’accesso al Cargo City nel pomeriggio. I manifestanti hanno occupato una rotonda stradale, interrompendo il transito dei camion per protestare contro la destinazione dei cargo, sospettati di trasportare materiale bellico verso Israele.

Le ragioni della protesta per Gaza

Dietro allo striscione “Non un chiodo per Israele”, i portavoce hanno spiegato l’intenzione di interrompere simbolicamente la catena logistica che rifornirebbe il conflitto a Gaza. L’obiettivo è duplice: esprimere solidarietà alla popolazione di Gaza e contestare le scelte del governo italiano in materia di export militare. La protesta ha scelto un luogo strategicamente rilevante per la sua visibilità e il suo valore economico.

Il coinvolgimento dei sindacati e le rivendicazioni

All’iniziativa hanno aderito i sindacati di base Cub e Usb, che hanno proclamato uno sciopero. Renzo Canavesi della Cub ha annunciato il blocco dei camion fino alle 14, unendo alla protesta per Gaza la richiesta di “maggiori tutele per i lavoratori”. Il sindacalista Usb Luca Pistoia ha condannato quello che ha definito un “genocidio”, dichiarando l’intento di “bloccare i voli con le armi”.

Lo svolgimento pacifico e le conseguenze del blocco

L’occupazione è proceduta senza gravi incidenti. Le forze dell’ordine hanno deviato il traffico per evitare tensioni. Il blocco, seppur temporaneo, ha costretto a una riorganizzazione dei flussi merci. L’azione, a partecipazione contenuta ma determinata, si è conclusa con uno sgombero spontaneo, lasciando aperto il dibattito sulla trasparenza dei traffici aeroportuali.

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