Blocco al porto di Ancona, la protesta per Gaza non si scioglie
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Redazione Interno
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Il presidio di protesta, che da oltre tre ore blocca l’accesso principale al porto di Ancona di fronte alla Mole Vanvitelliana, si è momentaneamente spostato verso il punto di ritrovo iniziale del corteo, senza però interrompere l’azione di ostruzione. "Continuiamo a bloccare, oggi sappiamo che nessuna nave attraccherà", ha dichiarato al megafono uno degli organizzatori, confermando la determinazione dei manifestanti. L’iniziativa, che si inserisce in una giornata di sciopero generale nazionale, è promossa dall’Unione sindacale di base insieme ai centri sociali delle Marche.
Quella di oggi, 22 settembre, rappresenta la seconda giornata di mobilitazione in solidarietà con la popolazione palestinese a Gaza, dopo quella di venerdì scorso. Le proteste, che si articolano in circa un’ottantina di manifestazioni across Italia, vedono una partecipazione trasversale, sebbene le adesioni si dividano tra la Cgil e l’associazionismo civico da un lato, e i sindacati autonomi – come Usb, Adl Cobas e Cub – dall’altro. Questi ultimi, in particolare, hanno proclamato lo sciopero generale che coinvolge, seppur in misura disomogenea, i settori pubblico e privato: dai trasporti alla scuola, fino agli scali portuali.
A Roma, secondo le stime degli organizzatori, sarebbero scese in piazza circa centomila persone, un numero talmente elevato da rendere difficile una stima precisa, considerato che “le vie limitrofe sono bloccate”, come ha sottolineato Massimo Pedretti dell’esecutivo nazionale Usb. La protesta, definita dai promotori “un foglio di via per il governo”, intende denunciare quella che viene percepita come l’incapacità delle istituzioni di prendere una posizione netta contro quanto sta accadendo. Le ripercussioni dello sciopero si sono fatte sentire anche nel mondo della scuola, dove l’astensione di docenti e personale Ata ha creato disagi in alcuni plessi.




