Horner e la Ferrari: "È il sogno, l'unico team per cui tornerei"
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Redazione Salute
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Christian Horner ha rotto gli indugi. L'ex team principal della Red Bull, licenziato nel luglio 2025 dopo vent'anni alla guida della squadra di Milton Keynes, ha usato le pagine del Times per lanciare un messaggio che suona come una vera e propria autocandidatura alla Ferrari.
«A questo punto della mia vita, c'è solo un team per cui accetterei di non avere una partecipazione azionaria», ha dichiarato il cinquantaduenne manager britannico, spiegando di essere stato «un semplice dipendente» per ventun anni e di non avere alcuna intenzione di tornare a fare il dipendente, se non a Maranello.
Un'apertura condizionata
Horner non ha mai nascosto, negli ultimi mesi, di voler rientrare in Formula 1 soltanto in veste di comproprietario di una squadra. Il suo nome era circolato in relazione all'Alpine, dove un consorzio di cui farebbe parte starebbe trattando l'acquisizione della quota di minoranza detenuta da Otro Capital, e all'Aston Martin, dove avrebbe potuto ricomporre il sodalizio con Adrian Newey. Nessuna di queste piste si è però concretizzata. Da qui l'apertura alla Ferrari, l'unica eccezione alla sua regola: «Ferrari è il marchio più importante della Formula 1. È il sogno. Ed è senza dubbio il gigante addormentato della Formula 1».
La posizione di Vasseur
Le parole di Horner arrivano in un momento delicato per Frederic Vasseur, team principal della Ferrari dal gennaio 2023. Il francese ha firmato nel luglio 2025 un rinnovo pluriennale che lo lega alla Scuderia fino alla fine del 2027, ma la stagione 2026 ha finora prodotto risultati inferiori alle attese. Dopo quattro Gran Premi consecutivi senza podi — Ungheria, Olanda, Italia e Spagna — e con la SF-26 indicata come quarta forza del campionato dietro Mercedes, McLaren e Red Bull, le voci sul suo futuro si sono intensificate.
Il quotidiano Libero Quotidiano ha parlato di un'atmosfera «inquietante» a Maranello, con Horner «stimato assai» nell'entourage del Cavallino. Il Corriere della Sera ha riferito che la pressione su Vasseur non arriverebbe soltanto dai risultati sportivi, ma anche dai vertici aziendali: John Elkann e l'amministratore delegato Benedetto Vigna non avrebbero gradito quanto visto a Monza.
I precedenti contatti
Non è la prima volta che il nome di Horner viene accostato alla Ferrari. Già nel 2022 Elkann avrebbe tentato di portarlo a Maranello, senza successo. Lo scorso maggio, mentre era ancora alla guida della Red Bull, Horner aveva negato qualsiasi interesse per la poltrona di team principal della Scuderia. Dopo il licenziamento, avvenuto nel luglio 2025 al termine del Gran Premio di Gran Bretagna, le speculazioni si erano riaccese, ma l'accordo con la Red Bull prevedeva un periodo di indisponibilità professionale che ne ha ritardato il rientro.
Nel frattempo, la Ferrari ha continuato a navigare in acque turbolente. A Baku, nelle prove libere del Gran Premio d'Azerbaigian, Charles Leclerc e Lewis Hamilton hanno chiuso rispettivamente quarto e quinto, staccati di oltre un secondo da George Russell, autore del miglior tempo con la Mercedes. La SF-26 ha mostrato difficoltà sia sul giro secco sia sul passo gara, alimentando ulteriori interrogativi sulla competitività del progetto tecnico.
Il passo indietro che non c'è
Horner, dal canto suo, ha spiegato di non avere alcuna fretta. «Se non faccio nulla, posso vivere qui per tutto il tempo che mi resta sul pianeta, preoccupandomi solo se pioverà abbastanza da far diventare verde l'erba», ha detto al Times. «Ma questo mi appagherebbe? No. Sento che c'è ancora un ballo. E Toto ha bisogno di farsi arruffare un po' i capelli».
Parole che suonano come un avvertimento per la concorrenza e, insieme, come un biglietto da visita lasciato sul tavolo di Elkann. Se la Ferrari deciderà di cambiare guida alla fine del 2026, Horner si è già candidato. A Vasseur, per ora, non resta che stringere i denti e sperare che i risultati arrivino prima che qualcun altro si sieda al suo posto.
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