Il «mal di pancia» di Fontecchio per Bastoni e l’intreccio Fort nel mirino dell’Inter
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Redazione Sport
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Non esistono confini, sportivi o geografici, quando il calciomercato comincia a mordere. La voce, quella di un possibile addio di Alessandro Bastoni destinato a indossare la maglia del Barcellona, ha viaggiato talmente veloce da rimbalzare persino sui parquet americani, trovando un eco inaspettato nella voce di Simone Fontecchio. L’ala dei Miami Heat, che di mestiere insegue titoli in una lega dominata dalla fisicità e dallo spettacolo, ha messo da parte per un attimo canestro e rimbalzi per parlare da tifoso, anzi, da «grande interista» doc. La sua reazione, raccolta in questi giorni, non ha concesso spazio a diplomazie o giri di parole: l’eventuale partenza del difensore classe ’99, pilastro della retroguardia nerazzurra, lo farebbe soffrire. E, usando un’espressione cruda ma efficace presa in prestito dallo slang a stelle e strisce, ha confessato che la cosa «it sucks» – fa schifo –, una frustrazione autentica che solo chi ama davvero una maglia può comprendere.
L’urlo dall’America e la doppia lettura di una cessione
Fontecchio, però, non si è limitato a gemere. Nel suo sfogo, anzi, emerge una lucida analisi che prova a separare il cuore del tifoso dalla ragione del professionista, seppur con un certo rammarico. Se da un lato ammettere che «vederlo andare via non è una cosa positiva», dall’altro l’ala italoamericana getta uno sguardo pragmatico su un rapporto, quello tra Bastoni e una parte del pubblico italiano, che definisce incrinato da vicende passate. Il riferimento, più o meno velato, corre a certe contestazioni legate alle mancate convocazioni o alle critiche ricevute dal giocatore, un peso che forse, in un’ottica di carriera, potrebbe trovare sollievo in una nuova aria. In sostanza, seppur a malincuore, Fontecchio ipotizza che per il diretto interessato un trasloco in Catalogna possa rivelarsi «un bene», anche se per l’Inter e per chi la sostiene resta una perdita dolorosa. Una posizione onesta, che non cerca scuse e che fotografa la rassegnazione di chi sa di non poter intervenire su dinamiche da milioni di euro.
Calciomercato, le prime avvisaglie e il nome che piace a Chivu
E mentre le parole del campione NBA riecheggiavano, dall’altra parte dell’oceano, in quella Milano che conta i punti per lo scudetto, i riflettori restavano accesi su un’operazione ben più concreta di una semplice suggestione. Secondo quanto riportato da voci attendibili, il Barcellona avrebbe già avviato i primi sondaggi, sebbene non siano ancora volate carte bollate o offerte ufficiali. L’Inter, dal canto suo, valuta il suo gioiello come un patrimonio, e non lo lascerebbe partire per una cifra inferiore a una base importante, vicina ai settanta milioni di euro. Ma è nella possibile struttura dell’affare che si nasconde il vero colpo di scena, che profuma di gioventù e scommessa: i catalani potrebbero abbassare l’esborso cash inserendo una o più contropartite tecniche. E quella che stuzzica maggiormente la dirigenza di Viale della Liberazione è il terzino destro classe 2006 Hector Fort, prodotto della cantera blaugrana attualmente in prestito all’Elche.
Il giovane Fort, una pedina che piace e il futuro della difesa
Su Hector Fort, infatti, il giudizio è unanime. Matteo Moretto, esperto di mercato, ha confermato un interesse che non è nato ieri: l’Inter lo segue da tempo, convinta che abbia le qualità – nonostante l’annata condizionata da un problema alla spalla – per diventare un laterale importante. La suggestione, dunque, è quella di un’operazione a incastro, nella quale il Barcellona si assicurerebbe la solidità immediata di Bastoni e l’Inter incasserebbe una plusvalenza investendo su un prospetto di altissimo livello per la corsia mancina. Un piano che, qualora la partita di mercato entrasse nel vivo, si scontrerebbe con la volontà del diretto interessato, ma che già disegna scenari di profondo restyling per i campioni d’Italia in carica. Una rivoluzione che, inevitabilmente, passa dalla matita di chi guarda al futuro senza però dimenticare il peso specifico di chi, come Bastoni, ha costruito il presente nerazzurro.




