Europa sfida i dazi di Trump: pesticidi illegali nel mirino
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Redazione Esteri
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L’Unione Europea si prepara a rispondere con decisione alla politica commerciale aggressiva di Donald Trump, blindando il proprio mercato agricolo attraverso nuove restrizioni sulle importazioni. L’obiettivo è colpire quei prodotti alimentari realizzati secondo standard più permissivi, in particolare quelli statunitensi che utilizzano pesticidi vietati nel Vecchio Continente. Una mossa che, secondo il Financial Times, potrebbe innescare tensioni globali e che riecheggia la logica dei dazi reciproci già adottata dall’amministrazione Trump.
Tra i primi obiettivi europei potrebbero esserci colture come la soia, prodotte oltreoceano con sostanze chimiche non autorizzate in Europa. Una scelta che, se confermata, rappresenterebbe un chiaro segnale di protezione del mercato interno, ma che rischia di aprire un nuovo fronte nella guerra commerciale tra le due sponde dell’Atlantico. I dazi statunitensi, annunciati per il 2 aprile, colpiranno infatti una vasta gamma di prodotti europei, dai vini ai macchinari, passando per farmaceutica e auto, settori in cui l’Italia vanta un surplus di oltre 38 miliardi di euro.
Proprio l’Italia, con le sue imprese, si trova in prima linea in questa battaglia. Le aziende venete, ad esempio, stanno già cercando di aggirare l’ostacolo esplorando nuovi mercati e canali commerciali. Una strategia che potrebbe rivelarsi necessaria anche in questo caso, soprattutto se Trump manterrà la promessa di imporre tasse elevate sulle merci europee, come già fatto con Messico e Canada.
Intanto, l’opposizione italiana ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, chiedendo chiarimenti sulle possibili ripercussioni per il settore agroalimentare nazionale. Un tema delicato, considerato che gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato extra-europeo per l’export italiano, con quasi 65 miliardi di esportazioni nel 2024, nonostante un calo del 3,7% rispetto all’anno precedente.
Tra i comparti più esposti ci sono i macchinari industriali, che valgono 12,8 miliardi, seguiti da farmaceutica e chimica (10 miliardi) e mezzi di trasporto (7,9 miliardi). Tuttavia, c’è chi, come Rosario Previtera, fautore della denominazione Igp del bergamotto, guarda alla situazione con ottimismo. Secondo Previtera, il Made in Italy continuerà a vendere a prescindere dai dazi, anche se sarà fondamentale diversificare i mercati di riferimento.




