Infermieri stranieri, la Fials a Schillaci
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
In una lettera aperta indirizzata al Ministro della Salute, Annalisa Silvestro, responsabile delle Professioni Sanitarie e Socio Sanitarie, ha espresso preoccupazioni riguardo alla recente decisione di reclutare circa 10.000 infermieri dall'India. La Silvestro ha sottolineato come, spesso, il nostro Paese riesca a superare crisi ed emergenze grazie a un "colpo di reni" che permette di riprendere il corretto e fruttuoso lavoro. Tuttavia, ha evidenziato che questa soluzione temporanea non risolverà un problema ormai cronicizzato, che richiede programmazione e provvedimenti forti.
Giuliano, rappresentante dell'UGL, ha espresso dubbi sulla scelta di ricorrere a infermieri stranieri, suggerendo invece di investire per richiamare operatori italiani emigrati. Ha riconosciuto gli sforzi del Ministro Schillaci per aumentare le risorse, ma ha ribadito la necessità di soluzioni a lungo termine.
La Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (Fnopi) ha dichiarato di non essere contraria all'arrivo di infermieri dall'estero, purché vengano rispettati determinati requisiti sulla formazione linguistica e professionale. La Fnopi ha richiesto che gli infermieri stranieri abbiano una certificazione della lingua italiana di livello B1, titoli abilitanti previsti dalle norme europee e l'iscrizione a un registro speciale in attesa di perfezionare l'iscrizione all'Ordine.
La Fnopi ha sottolineato l'importanza di rendere la professione infermieristica più attrattiva, sollecitando le istituzioni a proseguire il percorso di valorizzazione iniziato con l'introduzione di tre nuove lauree magistrali ad indirizzo clinico.




