Giacomo Bozzoli: un testimone austriaco potrebbe scagionarlo
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Redazione Interno
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Giacomo Bozzoli, condannato all'ergastolo per l'omicidio dello zio, ha dichiarato di avere un testimone austriaco che potrebbe scagionarlo. Bozzoli è accusato di aver ucciso lo zio Mario gettandolo nel forno della fonderia di famiglia a Marcheno l'8 ottobre 2015. Queste dichiarazioni sono state fatte al procuratore Francesco Prete, a cui Bozzoli ha anche inviato una lettera, copia della quale è stata inviata anche al procuratore generale Guido Rispoli e al presidente della prima sezione penale Roberto Spanò.
Trasferimento in carcere e sorveglianza a vista
Dopo la sentenza, Bozzoli è diventato latitante ed è stato successivamente trasferito nel carcere di Cantù Mombello a Brescia. Secondo alcune fonti della polizia penitenziaria, Bozzoli è sorvegliato a vista e sembra molto provato. Nonostante ciò, ha ribadito la sua innocenza e ha chiesto informazioni su come poter incontrare il figlio.
La richiesta di vedere il figlio
Bozzoli ha espresso il desiderio di vedere suo figlio. Questa richiesta è stata fatta dall'istituto penitenziario di Brescia, dove Bozzoli è detenuto. Dopo undici giorni di latitanza, Bozzoli è stato trasferito nel carcere di Bollate a Milano il 12 luglio. Qui ha trascorso la sua prima notte non nello spazio "nuovi arrivi", come avviene solitamente, ma in una cella singola e sorvegliato a vista.
L'arresto e il trasferimento
Bozzoli è stato arrestato il 11 luglio in una cassapanca nella villa di Soiano sul Garda. Nonostante il disordine totale, il frigorifero era ben rifornito e sono stati trovati 50mila euro. Dopo l'arresto, Bozzoli è stato trasferito nel carcere di Bollate a Milano, dove è sorvegliato a vista a causa dello stato di shock in cui si trovava e del conseguente rischio di atti autolesionistici.




