Rivoluzione Juventus, Caressa vede una “rivolta” contro il calcio del trading
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Redazione Sport
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La rivoluzione Juventus passa dalle ultime scelte societarie e, secondo Fabio Caressa, rappresenta molto più di un semplice cambio di dirigenti. Intervenuto sul proprio canale YouTube, il giornalista ha spiegato di aver intravisto già da alcune settimane un cambiamento di direzione, indicando nelle decisioni più recenti del club bianconero la conferma di questa tendenza. Per Caressa si tratta di una “vera e propria rivoluzione”, definita addirittura come una sorta di “rivolta del calcio” contro una visione nella quale il gioco sarebbe stato progressivamente messo in secondo piano rispetto alle logiche del trading. Un giudizio che lega il nuovo corso della Juventus a una diversa impostazione gestionale e sportiva.
Il passaggio da Comolli a Carnevali nella nuova Juventus
Al centro del dibattito c’è l’uscita di scena di Damien Comolli e l’arrivo di Giovanni Carnevali. Il tema è stato affrontato da più punti di vista, ma tutti convergono sulla portata del cambiamento avvenuto all’interno della società. La scelta di affidare a Carnevali gli incarichi di Amministratore Delegato e Direttore Generale dell’Area Sportiva viene descritta come una decisione accolta con favore da chi auspicava una svolta nella gestione del club. Il nuovo dirigente viene considerato un profilo particolarmente adatto al contesto nel quale si inserisce, anche se viene sottolineato come il suo ruolo sia quello di top manager e non quello di un risolutore immediato di ogni problema. Proprio per questo viene evidenziato che il nuovo corso avrà bisogno di tempo per svilupparsi e produrre effetti concreti.
Un altro elemento emerso riguarda i poteri attribuiti a Carnevali. Secondo quanto riportato sulla base dell’atto notarile firmato il 15 giugno 2026 a Torino, in esecuzione della delibera del Consiglio di amministrazione del 12 giugno, il nuovo direttore generale potrà operare con firma singola in diverse materie. Per le operazioni economicamente più rilevanti, invece, sarà necessaria una firma congiunta con il presidente del Consiglio di amministrazione oppure una sua autorizzazione scritta. A conferire questi poteri è stato il presidente Gianluca Ferrero. Nello stesso contesto viene richiamato anche il tema delle competenze che spaziano dal mercato fino agli sponsor, con soglie operative che arrivano a 75 milioni.
Il dibattito sul ruolo degli algoritmi e delle scelte sportive
Nel commentare la trasformazione in corso, una parte dell’analisi si concentra sul rapporto tra dati, algoritmi e valutazioni calcistiche. La svolta viene raccontata come un ritorno a un approccio percepito come più umano e più vicino alle dinamiche tradizionali del calcio. Tuttavia viene anche evidenziato il rischio di semplificare eccessivamente una questione molto più articolata. L’idea che il mercato della Juventus possa semplicemente passare da un modello totalmente guidato dai numeri a uno completamente privo di strumenti analitici viene infatti contestata come una rappresentazione riduttiva della realtà.
Proprio su questo aspetto arriva una precisazione significativa. Viene considerato sbagliato sostenere che Comolli utilizzasse soltanto gli algoritmi per scegliere i giocatori, così come viene ritenuto altrettanto inesatto affermare che Carnevali non farà più ricorso a questi strumenti. Il punto centrale del ragionamento non riguarda quindi la presenza o l’assenza della tecnologia nei processi decisionali, ma il modo in cui essa viene integrata all’interno delle valutazioni sportive e manageriali. La critica è rivolta soprattutto alla tendenza a eliminare le sfumature e a trasformare questioni complesse in contrapposizioni nette.
Le dichiarazioni di Caressa e le valutazioni successive convergono dunque sull’idea che la Juventus stia attraversando una fase di forte cambiamento. Da un lato emerge la convinzione che il club abbia scelto una direzione diversa rispetto all’esperienza appena conclusa; dall’altro viene ricordato che nessuna trasformazione può essere ridotta a slogan o formule semplicistiche. Il dibattito si sviluppa tra governance, mercato, poteri societari e metodologia di lavoro, con la figura di Giovanni Carnevali destinata a occupare una posizione centrale nel nuovo assetto bianconero mentre prosegue il confronto sul rapporto tra analisi dei dati e cultura calcistica.




